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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Saremo presenti anche noi dell’Arci al presidio indetto per martedì mattina alle 11 davanti al palazzo della Provincia di Viterbo, in occasione del consiglio provinciale durante il quale verrà presentata la mozione che chiede la rimozione definitiva della scritta.
Il nostro punto di vista è chiaro e non ammette ambiguità: il fascismo si cancella, non si “detonalizza”. Mantenere una scritta del genere significa andare direttamente contro i principi cardine della nostra Costituzione antifascista.
La scritta “Casa del Balilla” non possiede alcun valore storico e va espressamente rimossa, poiché risponde a un’operazione ben più ampia di riscrittura della storia e di revisionismo. Un’operazione ancora più grave se si considera che avviene su un edificio scolastico intitolato alla memoria di Mariano Buratti, Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo sacrificio e impegno nella Resistenza.
Purtroppo, in questa città sembra impossibile vedere rispettato lo spirito antifascista della Costituzione.
Ne è un chiaro esempio la scritta “Remigrazione”, ancora ben visibile nonostante l’ordinanza di rimozione datata 15 giugno: pare infatti che la questione sia ora al vaglio della Prefettura per verificare la sussistenza di profili di propaganda nello striscione, a seguito della richiesta di autorizzazione all’affissione presentata da Casa Pound.
Ci troviamo di fronte all’immagine di una città in cui si permettono l’uso di spazi pubblici e delle mura cittadine – persino quelle scolastiche – per operazioni di carattere nostalgico o addirittura di stampo neofascista.
Per tutte queste ragioni, invitiamo la cittadinanza, le forze democratiche e tutte le realtà antifasciste del territorio a unirsi al presidio di martedì 22 settembre alle ore 11.
Arci Comitato Provinciale Viterbo
