Viterbo – Un solo passo, un cuore solo: Viterbo abbraccia i facchini di Santa Rosa. A guidare il bellissimo ed emozionante serpentone bianco nelle vie e nelle piazze del centro storico il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capo facchino Luigi Aspromonte.
Viterbo – Il giro delle sette chiese dei facchini di santa Rosa
Nella prima chiesa, Sant’Angelo in Spatha, il ricordo commosso di don Flavio Valeri a don Ivo Bruni, il parroco di Sant’Angelo scomparso pochi giorni fa. A cui i facchini hanno tributato un caloroso applauso. Su richiesta del deputato Mauro Rotelli al ministero degli interni, il passaggio degli elicotteri dell’aeronautica militare. Uno spettacolare inchino ai facchini prima del trasporto.
Nel monastero di San Bernardino, le suore hanno accolto da fuori i facchini, che sono poi entrati a piccoli gruppi a rendere omaggio a Santa Giacinta e a prendere la foglia, a causa dei lavori in chiesa.
Il canto delle clarisse, regalo tanto semplice e quanto inaspettato, ha commosso tutti, facchini in testa.
Poi il passaggio nella chiesa di Santa Maria Nuova, dove il nuovo parroco don Nicola Migliaccio ha raccontato l’emozione di vivere per la prima volta questa esperienza.
Per via Cardinal La Fontaine e via Cavour, il corteo si è diretto al monumento dei Caduti, dove lo squillo della tromba ha intonato il silenzio. Uno dei momenti più emozionanti il canto ‘mira il tuo popolo’, alla chiesa della Trinità, davanti la Madonna della Liberatrice.
Ad accogliere i facchini, il priore Vito Logoteto e il generale dell’ordine agostiniano Joseph Farrell che ha salutato tutti e con il suo slang statuninense ha detto ‘semo tutti d’un sentimento’.
“Cantate bene – ha scherzato don Alfredo Cento, cappellano dei facchini – che il generale precedente è papa Leone XIV. Magari ci viene a trovare!”.
Il giro delle sette chiese è poi proseguito per la basilica di San Francesco, il santuario di Santa Rosa e il boschetto dei cappuccini.
Presenti tra gli altri, la sindaca Chiara Frontini, la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vescovo Orazio Francesco Piazza, l’ideatore di Dies Natalis Raffaele Ascenzi, i costruttori Vincenzo e Mirko Fiorillo, e i rappresentanti delle forze armate e dell’ordine.
Irene Temperini
