Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Fns Cisl Lazio non intende entrare nel merito delle legittime posizioni politiche favorevoli o contrarie alla scelta di trasferire dal carcere di Viterbo Nicandro Izzo la popolazione detenuta sottoposta al regime speciale dei 41-bis, ma vi è la necessità di aver chiarezza su come sarà convertito tale reparto e se sarà modificata la capienza detentiva, visto che il numero di detenuti risulterebbe maggiore rispetto ai 40 detenuti previsti.
Perché ogni trasformazione comporta un maggior carico di lavoro ed una modifica dell’organizzazione del lavoro che va ad aggravare le condizioni di lavoro del personale esistente e ciò non è accettabile -A ciò deve tenersi presente , anche, della apertura del nuovo padiglione D3 di circa 80/90 detenuti posti e ciò rende la situazione alquanto critica.
La capienza regolamentare dei detenuti del carcere di Viterbo è di 440 detenuti, mentre i presenti sono 623, per una differenza di +183 detenuti oltre la capienza regolamentare.
Il personale di polizia penitenziaria, invece, presente è di 272 rispetto ai previsti 350, mancano 78 unità, cui vanno aggiunti ulteriori 20 unità del gruppo oprarivo mobile ( GOM ) trasferiti in Sardegna. Quindi la carenza è di circa 98 unità, non dimenticando , tra l’altro, che Il nucleo traduzioni e piantonamenti locale ha una dotazione organica non adeguata alle effettive esigenze operative dell’istituto e dei servizi affidati , anche, in ambito regionale –
La situazione attuale sia del carcere di Viterbo che della regione è segnata da una gravissima e cronica carenza di personale della polizia penitenziaria, strettamente legata a un record storico di sovraffollamento dei detenuti.
Ieri tutte le sigle sindacali regionali – Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Uspp, Fns Cisl, hanno chiesto un incontro urgente al provveditore dell’amministrazione del Lazio, Giacinto Siciliano, data la situazione venutasi a creare nell’istituto di Viterbo, evidenziando che risulta chiara una frattura delle corrette relazioni sindacali e di conseguenza sono state ritirate tutte delle delegazioni locali, facendo presente che non si presenteranno alla riunione prevista per il 18 settembre, comunicando, tra l’altro, con effetto immediato lo stato di agitazione presso la casa circondariale Viterbo e rappresentando, in caso di mancata convocazione da parte del Prap, nel termine di dieci giorni, si provvederà ad organizzare un ulteriore forma di protesta dinanzi alla casa circondariale di Viterbo.
Per la Fns Cisl Lazio vi è necessità che possa essere ulteriormente rafforzato il numero delle assegnazioni, anche, in considerazione delle esigenze operative della regione Lazio ma è indispensabile che chi ha la responsabilità della gestione degli istituti nei territori sappia tenere il passo, mettendo il personale nelle condizioni di lavorare in sicurezza, valorizzando le professionalità e garantendo un’organizzazione efficiente.
La Fns Cisl Lazio continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione delle iniziative avviate, pronte a collaborare per soluzioni che rafforzino la sicurezza, la dignità del lavoro e l’efficienza del sistema penitenziario-
Massimo Costantino
Segretario generale Fns Cisl Lazio
