Viterbo – Nuova condanna in primo grado per il 28enne egiziano noto alle cronache locali come il “topo d’albergo seriale”. Nella giornata di ieri, il gup Rita Cialoni lo ha condannato a 4 anni di reclusione per una rapina commessa due anni fa a Viterbo in via Garbini.
Viterbo – Intervento della polizia in via Garbini
La vicenda risale alle prime ore del mattino di sabato 20 gennaio 2024. La vittima, un’addetta alle pulizie che si stava recando al lavoro attorno alle sei, stava camminando in una via adiacente a via Garbini quando è stata scaraventata a terra con una violenta spinta dall’aggressore. Per impedirle di reagire, il 28enne l’ha colpita con un pugno in faccia, strappandole poi dal collo una catenina d’oro con vari ciondoli e sottraendole il cellulare dalla tasca posteriore dei pantaloni, prima di darsi alla fuga.
Soccorsa dalla polizia, la donna aveva fornito agli agenti un identikit dettagliato che ha poi permesso di risalire all’identità del rapinatore. L’imputato, pluripregiudicato e plurirecidivo — accusato anche della rapina messa a segno la mattina del 4 novembre 2023 ai danni del Caffè Grandori in piazza della Rocca — è stato giudicato con il rito abbreviato dal gup Cialoni, che ha accolto la richiesta di rito alternativo del difensore Luigi Mancini. Il 28enne ha quindi potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
A distanza dalle precedenti udienze e superati i rilievi procedurali sui verbali di riconoscimento, ieri è arrivata la decisione del tribunale che ha fissato la pena a 4 anni di carcere per il colpo di via Garbini.
Silvana Cortignani
– Donna rapinata di sabato mattina in via Garbini, bandito seriale a giudizio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
