Latera – Botte e abusi sessuali alla casa di riposo di Latera, le parti civili contestano la lieve entità delle pene che cinque oss su sei vorrebbero patteggiare mentre le difese vogliono capire se tutte le presunte parti offese abbiano i titoli per chiedere danni e condanne. Argomenti al centro dell’udienza di ieri del processo a porte chiuse davanti al gip Daniela Rispoli che, per darsi tempo e dare tempo alle parti, ha rinviato la discussione al prossimo mese di dicembre.
Latera – Il servizio delle Iene
Da quasi due anni protagonista delle cronache giudiziarie, anche a livello nazionale, è l’ospizio degli orrori, che vede sei operatori sociosanitari accusati di maltrattamenti pluriaggravati agli anziani, Parte civile la casa di riposo Villa Daniela di Latera e i familiari di nove delle vittime.
Cinque oss su sei hanno chiesto di patteggiare pene che vanno da due anni e quattro mesi a tre anni e tre anni e otto mesi, con lo sconto di un terzo della pena. Ha chiesto invece l’abbreviato il sesto, accusato oltre che di maltrattamenti pluriaggravati anche di violenza sessuale ai danni di una 85enne della provincia di Grosseto.
Lo scandalo è scoppiato il 21 gennaio 2025 quando, al termine delle indagini dei carabinieri coordinati dal pm Flavio Serracchiani, sono scattate sei misure cautelari per altrettanti oss, tre ai domiciliari e tre colpiti dalla misura interdittiva dalla professione. La prima a sporgere denuncia, presso la caserma di Capodimonte, è stata una oss seguita in breve da due colleghe.
Ventuno le parti offese, 4 uomini e 17 donne, alcuni dei quali nel frattempo deceduti, tra cui l’85enne toscana che sarebbe stata violentata e anziani imbottiti di sonniferi lasciati senza cibo e legati al letto sotto gli occhi delle telecamere piazzate di nascosto nella struttura dai carabinieri travestiti da operai.
Le indagini sono partite dalla denuncia di tre operatrici nella primavera del 2024 e sono andate avanti per tutta l’estate successiva. A gennaio dell’anno scorso sono scattate le misure per gli operatori sociosanitari, assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Stefania Buco, Ylenia Porciani, Giuseppe Bacci, Piero Ceccarelli e Angelo Di Silvio.
Liberi dal 13 agosto 2025, dopo quasi sette mesi di custodia cautelare, i tre oss ancora agli arresti domiciliari, ovvero il 25enne Carmine Battiloro di Pitigliano, la 33enne romena Marilena Clasar residente a Marta e il 37enne Mirko Tosi di Tuscania. Sono inoltre venute meno le misure interdittive della sospensione per un anno dalla professione a carico di un oss 60enne di Ischia di Castro e di una collega 32enne di Grotte di Castro, mentre si era già esaurita la sospensione di sei mesi a carico di un 50enne di Onano.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
