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“Acqua non potabile, un’ordinanza non è una risposta”

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Acqua - Rubinetto aperto

Acqua – Rubinetto aperto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Acqua non potabile a Viterbo: un’ordinanza non è una risposta. Ieri, la sindaca Chiara Frontini ha emesso una nuova ordinanza che sospende la potabilità dell’acqua in alcune zone di Viterbo. Ai cittadini si dice di non utilizzare l’acqua del rubinetto “per uso umano”, ma nessuno vuole spiegare perché sia accaduto, di chi siano le responsabilità e come evitare che accada ancora.

Un’ordinanza non è altro che un atto dovuto, il minimo indispensabile, non certo un merito. Eppure l’Amministrazione si ferma lì, una foglia di fico, tanto per dire “abbiamo fatto qualcosa”, mentre il gestore (Talete spa) non risponde di nulla e il costo dell’emergenza ricade sui cittadini.

Come A.Ba.Co. Lazio e Comitato “noncelabeviamo” abbiamo chiesto per ben tre volte un Consiglio Comunale pubblico sulla gestione idrica da parte di Talete, al fine di accertare le responsabilità. La sindaca ha ignorato ogni nostra richiesta.

In questa situazione, tra foglie di fico e scaricabarile, nessuno si occupa di garantire un diritto imprescindibile, specieper i più fragili. Non tutti infatti possono permettersi di comprare ogni volta acqua in bottiglia o di caricarsi di casse d’acqua, per di più mentre continuano ad arrivare bollette come se tutto fosse regolare.

Un’ordinanza senza misure di sostegno e senza inchiodare Talete alle sue responsabilità, trasferisce impunemente il problema su chi ha meno strumenti per affrontarlo.

Ecco perché chiediamo all’amministrazione di schierarsi con il Comitato cittadino e con A.Ba.Co. nell’azione rivolta a farvalere nei confronti del gestore i diritti di rivalsa. Non possono continuare a fare i pesci in barile, la situazione è grave e i cittadini hanno diritto a veder difesi i loro dirtti. E non parliamo solo del danno economico diretto, ma anche di quello esistenziale di chi è costretto a convivere con l’incertezza di non poter usare l’acqua di casa, per lavarsi, cucinare efruirne a pieno.

È un’emergenza che non riguarda solo Viterbo. Infatti in contemporanea a quella del capoluogo è arrivata un’ordinanzaanaloga a Tarquinia, e non va meglio per i cittadini di Sutri, Caprarola, Fabrica di Roma, Ronciglione, Farnese e molti altri comuni della Tuscia.

È un’emergenza di sistema, non un caso isolato che ha la necessità d’interventi strutturali e urgenti. L’acqua è un bene essenziale e un diritto.

Come A.Ba.Co. Lazio e Comitato “noncelabeviamo” di Viterbo siamo determinati a mettere in campo, con il supportodei cittadini, tutte le forme di protesta necessarie per garantire il diritto a un’acqua sicura e sana, in tutto il territorio e per tutti.

A.Ba.Co. Lazio
Comitato “noncelabeviamo”


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