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Viterbo – “L’occasione per riunire il centrodestra con Chiara Frontini poteva essere colta alle provinciali. Oggi diventa complicato”. Giulio Marini torna sul voto provinciale e sulle alleanze in vista delle prossime elezioni comunali.
“Se sto all’opposizione in comune e voto contro i bilanci, come faccio ad appoggiare l’amministrazione Frontini? È un no programmatico, non per antipatia”. L’ex sindaco chiede di ripartire dal programma: “Le riforme strutturali della città non si fanno in un solo mandato”.
Dopo le provinciali, come si sta organizzando il centrodestra?
“Alle provinciali Forza Italia ha scelto una formula con la civica, che governa il comune, e con il Pd. Dall’altra parte c’erano Fratelli d’Italia, Lega, Noi moderati, Per il bene comune e io. Questo è il dato di fatto da cui bisogna partire. Oggi, per quanto si può capire, Forza Italia e i civici sembrano ragionare insieme, il Pd potrebbe andare solo alle prossime comunali e le forze di centro destra, che alle provinciali erano insieme, possono ripartire da quel percorso. Poi c’è da capire cosa vorrà fare Futuro nazionale di Vannacci”.
È ancora possibile ricucire il centrodestra?
“Me lo auguro sempre, perché sono affezionato alla storia del centrodestra e alla sua connotazione storica. Però oggi è difficile prevedere il finale. Le valutazioni dei segretari di partito possono essere diverse dalla mia storia politica. Alle provinciali c’era un’occasione per ricostruire il centrodestra storico e non è stata colta. Le ragioni non le conosco”.
A che punto è il lavoro della coalizione di centrodestra?
“Ci sono state riunioni. Adesso bisogna andare oltre e lavorare in maniera programmatica, confrontandosi dentro la coalizione e con tutti i soggetti politici. Prima bisogna costruire il programma, poi verrà il momento di scegliere chi dovrà rappresentarlo. Viterbo ha bisogno di una prospettiva di medio-lungo termine, non di una passeggiata di cinque anni. Per fare riforme strutturali servono almeno due mandati”.
Ci sono già nomi per il candidato?
“No. Si parla anche di una possibile candidatura esterna ai partiti, ma per ora non c’è nulla”.
Perché insiste sul coinvolgimento dei cittadini?
“Perché partire dal basso può riportare alle urne anche chi oggi non partecipa più. Bisogna capire le esigenze dei cittadini e renderli partecipi delle scelte. Quando vinsi contro Ugo Sposetti votò l’89,9 per cento dei cittadini. Oggi sembra incredibile. Il 22 per cento registrato nelle suppletive in Calabria è aberrante per un sistema democratico. Dobbiamo tornare a portare la gente a votare”.
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Forza Italia ha partecipato alle riunioni?
“No, perché i contenitori sono diversi”.
Se Forza Italia indicasse Frontini, la proposta sarebbe valutabile?
“Quella formula avrebbe potuto essere affrontata alle provinciali. Ci poteva essere un contenitore nuovo, con Forza Italia, Noi moderati, Fratelli d’Italia, Per il bene comune e i civici. Oggi, però, c’è un’ambiguità difficile da accettare. Alle prossime politiche come si può dire di avere programmi diversi dal Pd e, nello stesso tempo, costruire alleanze con il Pd?”.
Lei sosterrebbe Chiara Frontini?
“Se sto all’opposizione in comune e voto contro i bilanci, come faccio ad appoggiare l’amministrazione Frontini? È un no programmatico, non per antipatia. Sono uscito da Forza Italia nel momento in cui è stato fatto l’accordo con i civici. Non vedo lo sviluppo della politica da parte dell’amministrazione civica”.
Che giudizio dà dell’amministrazione Frontini?
“Ci sono progetti avviati dalla precedente amministrazione che hanno portato risultati alla città. Molti degli interventi realizzati dalla giunta Arena riguardavano la qualità dell’abitare e la riqualificazione del Carmine e del Pilastro. Con l’arrivo del Pnrr quei progetti sono stati convogliati nel Pnrr. Si poteva fare ancora di più per la città: penso alle fontane, alle mura, a piazza Crispi. C’erano progetti nei cassetti, ma mancavano i tempi. Non è colpa di Arena, di Frontini o di qualcuno in particolare: hanno inciso il Covid e la fretta con cui si è dovuto procedere. Per piazza Crispi, ad esempio, c’è un progetto che prevede l’allargamento della piazza coprendo la ferrovia, ma per utilizzarlo servivano tempi che non ci sono stati”.
Come valuta le piste ciclopedonali?
“Nelle classifiche sulla qualità della vita rappresentano un elemento di premialità e di qualificazione. Però i cittadini non capiscono perché non sono stati coinvolti nelle scelte. Il problema è che la politica è crollata: il cittadino non è più partecipe e interviene soltanto dopo, con la protesta”.
Come si può cambiare? Come si può coinvolgere i cittadini?
“Durante una Notte bianca, durante la mia sindacatura, chiedemmo ai cittadini quale opera preferissero tra gli ascensori della valle di Faul, la torre civica e un altro intervento. Scelsero gli ascensori della valle di Faul e noi realizzammo quelli. Questo significa coinvolgere le persone nelle decisioni che riguardano la città”.
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Come giudica politicamente la vicenda giudiziaria che riguarda Chiara Frontini e il marito?
“Non voglio interferire con il lavoro della magistratura. Però, in trent’anni di politica e avendo avuto a che fare con persone di caratura nazionale, non ho mai visto nessuno permettersi di dire cose del genere. La politica può avere momenti di durezza, ma una cosa è una scelta politica, un’altra è una minaccia”.
Che cosa pensa della ricandidatura annunciata durante il Festival Ombre?
“Giancarlo Gabbianelli è stato un ottimo sindaco e non mi permetto di fare valutazioni sul suo operato. Però il tema è un altro: quando un festival riceve contributi pubblici e la sindaca vi lancia la propria ricandidatura, è una questione che politicamente va valutata”.
Viterbo era stata definita città dei festival durante la sua sindacatura. Con lei c’è stato il massimo splendore culturale. Come valuta la politica culturale dell’amministrazione Frontini e di Alfonso Antoniozzi in particolare?
“C’erano le carte per giocarsela, durante la mia sindacatura. Caffeina, Tuscia Opera Festival, Tuscia Jazz e altre iniziative stavano dando alla città un grande movimento culturale. Era una stagione di apertura culturale meravigliosa. Magari tornasse, con qualsiasi sindaco. Da Alfonso Antoniozzi, al quale mi lega una profonda amicizia, mi aspettavo il boom. Invece non c’è stato. Non so perché e non me lo spiego. Sul teatro dell’Unione si è fatto quello che hanno fatto le altre amministrazioni, forse un po’ meno. L’obiettivo dovrebbe essere dare a livello nazionale e internazionale l’idea di una città dove nasce e si crea cultura. È un messaggio che buca, ma lo si può dare soltanto alimentando progetti che abbiano valore e non un semplice ritorno elettorale”.
Carlo Galeotti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


