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Vallerano – I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Viterbo nei confronti di un uomo di 44 anni residente a Canepina. L’indagato sarebbe stato rintracciato nell’abitazione dell’ex compagna a Vallerano e poi accompagnato in carcere.
La donna aveva denunciato l’ex il 21 ottobre. La relazione, iniziata a gennaio, si era conclusa a giugno. Secondo l’accusa, l’uomo non avrebbe accettato la fine del rapporto e avrebbe perseguitato la donna con ripetute intrusioni in casa e minacce. Le condotte contestate sarebbero avvenute tra il 18 e il 21 ottobre, anche in presenza dei figli minorenni.
In una delle circostanze descritte nell’ordinanza, l’uomo avrebbe danneggiato il piano cottura e sfondato la porta d’ingresso, colpendo la donna. Le avrebbe poi lanciato contro un aspirapolvere e, rivolgendosi a uno dei figli, avrebbe pronunciato una minaccia di morte. La donna avrebbe inoltre ricevuto oltre venti messaggi vocali su WhatsApp, contenenti insulti e minacce. Tra le frasi riportate negli atti figurerebbero: “Sto arrivando, chiama i carabinieri” e “quanto è vero Iddio, mi faccio arrestare”.
Il gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, valutando le dichiarazioni della denunciante insieme ai messaggi e alle annotazioni delle forze dell’ordine. Il giudice ha disposto la custodia in carcere considerando la gravità dei fatti contestati e il rischio che le condotte possano ripetersi.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
