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Viterbo – (sil.co.) – Picchiata dall’ex prima lo denuncia poi rimette la querela: “Le botte erano reciproche”.
Presunta vittima di un viterbese, una quarantenne d’origine serba, che lo scorso 15 luglio in tribunale ha ammesso a fatica le aggressioni per cui è finita in ospedale nel 2024 con una prognosi di 50 giorni nel 2024 e poi nuovamente a settembre dell’anno scorso.
Imputato di maltrattamenti e lesioni l’ex compagno, un 51enne difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, a suo tempo finito in carcere per dieci mesi, che ieri è stato assolto dal giudice Jacopo Rocchi al termine del processo con giudizio immediato. Oltre che per la remissione di querela, è stato assolto con formula piena da alcuni capi di imputazione, perché il fatto non sussiste.
Gli episodi contestati, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il 2024 e il settembre dell’anno scorso, a seguito dei quali la donna è finita in ospedale in due occasioni con importanti lesioni. Ma la presunta vittima, come detto, ha scelto di perdonarlo e di ridimensionare gli eventi, riferendo che “le botte erano reciproche” e che “facevamo entrambi uso di sostanze”.
La relazione, iniziata alla fine del 2023, sarebbe degenerata già dalla primavera del 2024 a causa della gelosia e di forti tensioni di coppia sfociate in episodi di violenza reciproca. L’ultimo episodio risaliva a settembre dell’anno scorso, quando la donna era stata soccorsa e ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo.
– Picchiata dall’ex finisce due volte in ospedale, ma lo perdona: “Le botte erano reciproche”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
