Viterbo – Canti fascisti, fumogeni e fascio littorio per celebrare la marcia su Roma. Paura a piazzale Gramsci.
Non bastava lo striscione sulla “Remigrazione”, rivendicato e difeso dalla formazione di estrema destra La Fortezza. Ieri sera, 28 ottobre, proprio nell’anniversario della marcia su Roma, in piazzale Gramsci è andata in scena una manifestazione con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: “Noi marciamo ancora!”. Sullo striscione compare anche un fascio littorio. In serata, alla manifestazione sono stati accesi fumogeni e intonati canti fascisti. Fumogeni che possono provocare danni in un assembramento di persone e che certo mettono paura a chi passa.
A piazzale Gramsci si manifestazione per celebrare la marcia su Roma
Non è una rievocazione innocente, né una trovata da liquidare con una scrollata di spalle. È un’affermazione politica fatta in un luogo pubblico e nel giorno scelto per darle il massimo significato. Alla fine il nuovo striscione è stato collocato sopra quello della “Remigrazione”. Uno schiaffo alle regole della convivenza civile. Uno schiaffo alla costituzione nata dalla Resistenza. Uno schiaffo alle forze dell’ordine. Uno schiaffo ai cittadini che rispettano le regole. Un gesto che sembra dire: “La piazza è nostra e qui possiamo fare ciò che vogliamo”.
La domanda, allora, è semplice: chi doveva vigilare? Per quanto è dato sapere, durante la manifestazione non sarebbe intervenuto nessuno. E per quanto è dato sapere non ci sarebbe stato nessun preavviso. In ogni caso vale le pena di fare qualche domanda. Il preavviso al questore è stato presentato almeno tre giorni prima, come prevede l’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza? Il questore è stato informato dell’uso dei fumogeni? E se il preavviso c’è stato, quali misure sono state disposte? Il preavviso può essere considerato un lasciapassare per inneggiare al fascismo? Qualcuno ha verificato i saluti romani segnalati da alcuni passanti?
A piazzale Gramsci si manifestazione per celebrare la marcia su Roma
Ora, in piazzale Gramsci, compare un messaggio che inneggia alla marcia su Roma. Ieri sera, fumogeni, fascio littorio e canti fascisti. La magistratura sta verificando se quanto accaduto rientri nell’ambito di applicazione della legge Scelba? L’articolo 4 della legge Scelba punisce l’apologia del fascismo quando l’esaltazione pubblica è idonea a favorire la riorganizzazione del disciolto partito.
Sindaca Chiara Frontini, prefetto Sergio Pomponio: le leggi e le regole valgono anche a piazzale Gramsci? O questo angolo di Viterbo è diventato una zona franca, dove un gruppo di estrema destra può esibire nostalgie fasciste senza nessun rispetto delle regole, mentre il resto della città è chiamato, ogni giorno, a rispettare le regole?
A piazzale Gramsci si manifestazione per celebrare la marcia su Roma
Nella nostra città sono ancora vigenti la costituzione e lo stato di diritto? Quale è la quadratura costituzionale delle istituzioni dello stato a Viterbo?
Carlo Galeotti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana, secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



