Viterbo – Casa del Balilla, la scritta va coperta e protetta. Passa la mozione ma FdI dice no.
Nel consiglio provinciale bis dedicato alla vicenda che interessa il liceo Buratti e la scritta sulla facciata e relativo restauro, i gruppi Tuscia Democratica (Pd) e Tuscia centristi azzurri civici (FI e civici) votano sì. No dai quattro di Casa dei comuni (FdI-Rocca).
Viterbo – Consiglio provinciale – Alessandro Romoli
Dilemma: coperta come sempre avvenuto in passato o messa in risalto. La mozione presentata da Tuscia democratica (Pd), dopo lo stop in consiglio è passata in commissione. Emendata e fatta propria anche dai centristi azzurri e civici.
La proposta è che rimanga così. Conservata, coperta con la vernice della facciata. Un’indicazione. Il consiglio non decide in materia. Ma ha idee, propone e pensa. Non tutti, però, la pensano allo stesso modo. Al gruppo Casa dei comuni sono rimasti gli stessi dubbi della volta scorsa. Come ha rimarcato Stefano Bigiotti.
Viterbo – Consiglio provinciale – Gianluca Grancini e Stefano Bigiotti
A partire dalle competenze del consiglio. O, regolamenti alla mano, quello che può e non può fare il consiglio stesso. E non solo. “C’è una relazione sul restauro – spiega Bigiotti – che non è stata ancora ufficializzata, non sappiamo quali siano le scelte. La scritta coperta e protetta: dovremmo avere contezza dell’oggetto da coprire”.
Il termine restauro conservativo. “Una categoria precisa – continua Bigiotti – l’antifascismo non è stato costruito cancellando testimonianze del passato. Dobbiamo essere fedeli ai dettami della nostra Costituzione”. In una vicenda che ha generato ampio dibattito. Stamani altra manifestazione, in concomitanza col consiglio provinciale.
Viterbo – Consiglio provinciale – Giulia De Santis, Maurizio Palozzi, Simone Brunelli
“Mai chiesto – rimarca Simone Brunelli (capogruppo Tuscia democratica) – di cancellare la scritta, ma di conservarla, essendo in una scuola intitolata a Mariano Buratti, partigiano medaglia d’oro, fucilato e che in quell’istituto ha insegnato. Non parliamo di un edificio qualsiasi.
Chiediamo di conservarla, sotto la tinteggiatura, come sempre stato in passato. Non restituendole visibilità”.
E non è utile ricondurre tutto ai regolamenti, quando si tratta di certi argomenti, rimarca Andrea Di Sorte (centristi azzurri).
“Riportare tutto ai regolamenti – osserva Di Sorte – mi pare abbastanza sprecato. Rifarsi alle virgole, fare le pulci. Mi dispiace, sarebbe stato meglio avere una visione comune”.
Giulia De Santis (Tuscia democratica) tenta un ultimo appello a votare uniti e ci prova anche il presidente Romoli. Invano.
“Nessuno – osserva Romoli – ha mai avuto l’idea d’enfatizzare la scritta collocata in un dato momento storico. La mozione ribadisce un dato politico, il tema dell’antifascismo, che appartiene a tutti noi, sennò non saremmo seduti qui. Quello che si chiede è che la scritta non assuma un carattere celebrativo di una cultura che tutti noi condanniamo”.
La mozione passa col sì di Tuscia Democratica e Tuscia centristi azzurri civici e i quattro no da parte di Casa dei comuni (FdI e lista Rocca): Stefano Bigiotti, Gianluca Grancini, Nello Campana ed Eleonora Falconetti.
Giuseppe Ferlicca
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