Viterbo – Case popolari, nella Tuscia presto disponibili 250 nuovi alloggi tra capoluogo e provincia con fondi straordinari del governo Meloni (piano casa) e della regione. Non si tratta di abitazioni costruite da zero, ma di appartamenti già esistenti, in gran parte risalenti agli anni Sessanta e Settanta, che saranno recuperati e rimessi a disposizione delle famiglie in graduatoria. Gli immobili attualmente sono inutilizzati e non assegnabili a causa di problemi più o meno gravi, dalla caldaia non funzionante fino a criticità strutturali che richiedono interventi più consistenti.
Viterbo – La presentazione del piano casa
Lo hanno annunciato oggi, nel corso di una conferenza stampa, i rappresentanti di Fratelli d’Italia al governo, alla regione Lazio e al parlamento europeo. Ad ascoltarli numerosi consiglieri comunali e il commissario straordinario Ater Diego Bacchiocchi.
Il recupero degli immobili inutilizzati è uno dei pilastri del Piano Casa del governo, come spiegato dal presidente della commissione Ambiente della camera Mauro Rotelli. Solo per questa linea di intervento è previsto uno stanziamento di oltre un miliardo e 700 milioni di euro. “I primi bandi per i lavori usciranno tra fine ottobre e inizio novembre”, ha spiegato Rotelli. Per quanto riguarda il Viterbese si parla di 191 appartamenti Ater sui 5000 totali, di cui 70 nel capoluogo e i restanti distribuiti nei comuni della provincia. La spesa media stimata per il recupero degli appartamenti nel Viterbese è di circa 20mila euro, anche se molto dipenderà dalle condizioni dei singoli immobili, contro una maedia nazionale che si aggira intorno ai 30 mila euro
“L’obiettivo – ha aggiunto Rotelli – è poter assegnare questi alloggi già dalla prossima estate, entro giugno 2027. Nel frattempo si punta a procedere con una preassegnazione, anche per mettere gli appartamenti al riparo dal rischio di occupazioni abusive prima del completamento dei lavori”.
Al piano nazionale si aggiungono gli interventi della regione Lazio, illustrati dal consigliere regionale Daniele Sabatini, che ha definito un “grosso scandalo” il fatto che numerosi appartamenti popolari restino inutilizzati a causa di problemi che, in alcuni casi, potrebbero essere risolti con interventi relativamente semplici.
La regione ha stanziato 2 milioni di euro su questo fronte, dei quali un milione e 350mila euro destinati al territorio viterbese. “In questo caso saranno 60 gli appartamenti rimessi a disposizione delle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica, 40 nel capoluogo e 20 in provincia”.
Sabatini ha ricordato anche gli altri interventi messi in campo dalla Regione a sostegno delle famiglie più fragili, tra cui 10 milioni di euro l’anno per contribuire al pagamento dei canoni di locazione e 20 milioni per aiutare i nuclei in difficoltà con le bollette e le utenze domestiche, con particolare attenzione anche agli over 75.
Tornando al piano casa nazionale, Rotelli ha spiegato che il recupero degli alloggi inutilizzati rappresenta soltanto il primo degli interventi previsti dal Governo(10 miliardi in 10 anni per oltre 100 mila case popolari”.
“Il Piano Casa nazionale è stato licenziato ad aprile dal consiglio dei ministri – ha ricordato il presidente della commissione Ambiente della Camera –. Si tratta di un intervento tanto atteso, perché purtroppo non si fanno investimenti di questa portata da decine di anni. Non la voglio chiamare emergenza, perché la necessità di edilizia pubblica è cronicizzata”.
Un altro caposaldo riguarda la messa a sistema dei fondi europei e nazionali, anche per interventi di rigenerazione urbana. Infine, la collaborazione tra pubblico e privato per favorire la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia sociale, destinati in particolare alla cosiddetta “fascia grigia” della popolazione. “Si tratta di persone e famiglie con redditi troppo elevati per accedere alle case popolari, ma che allo stesso tempo incontrano difficoltà ad acquistare o affittare un’abitazione ai prezzi di mercato – ha spiegato ancora Rotelli – . L’obiettivo è coinvolgere gli investitori privati nella realizzazione di abitazioni a prezzi accessibili, inferiori di almeno il 33% rispetto ai valori medi di mercato nelle città interessate.
Sul fronte europeo è intervenuta l vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, che ha richiamato la necessità di definire regole comuni per sostenere le politiche abitative degli Stati membri. “Nei prossimi mesi lavoreremo a un atto europeo per una casa accessibile”, ha spiegato Sberna, sottolineando come l’obiettivo non debba però essere quello di intervenire direttamente sul mercato immobiliare, ma di individuare regole e strumenti che gli Stati possano utilizzare nei rispettivi piani per la casa, anche attraverso fondi e nuove opportunità di finanziamento.
Presente alla conferenza stampa anche il consigliere regionale Giulio Zelli, che ha ricordato i benefici che i finanziamenti nazionali potranno avere sul fronte dell’housing sociale, integrandosi con gli interventi già avviati dalla Regione Lazio e quelli finanziati dal Pnrr.
Simone Lupino

