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Strasburgo – Il Parlamento europeo ha approvato, durante la seduta Plenaria a Strasburgo, la propria posizione sulla revisione dei parametri Ets per il periodo 2026-2030.
Un risultato importante, poiché il testo include gli emendamenti a sostegno della ceramica presentati dagli eurodeputati di Fratelli d’Italia-Ecr Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, e Stefano Cavedagna, entrambi componenti della commissione Envi.
Tra le novità per il comparto figurano la previsione di parametri specifici per le piastrelle di ceramica e i materiali refrattari, con l’obiettivo di superare i criteri generici finora utilizzati dall’Unione europea, e una maggiore disponibilità di quote gratuite di emissione.
“Il voto del Parlamento europeo rappresenta un primo risultato concreto di un lavoro lungo e impegnativo che portiamo avanti fin dall’inizio del mandato, al fianco delle imprese del settore ceramico e dei nostri territori”, sottolineano Antonella Sberna e Stefano Cavedagna, ribadendo l’obiettivo di tutelare l’industria ceramica, oltre ottenere una profonda revisione del sistema Ets sulla strada indicata dal Governo di Giorgia Meloni.
Un impegno che parte proprio da Civita Castellana, dove nel febbraio 2025, durante un incontro promosso da Confindustria Ceramica, Sberna e Cavedagna avevano annunciato la volontà di portare le istanze del settore nelle commissioni parlamentari, in Aula e nell’European Parliament Ceramics Forum.
Nello stesso mese avevano inoltre sottoscritto, insieme ad altri eurodeputati di diversi gruppi politici, un appello rivolto ai commissari europei Séjourné, Ribera e Hoekstra per chiedere misure specifiche a sostegno delle Pmi energivore e dell’industria ceramica.
“Il Parlamento europeo, con il voto sulla revisione dei parametri Ets 2026-2030, ha corretto una posizione del tutto ideologica della Commissione europea. Ancora una volta, per l’industria chiediamo infatti non i paletti del Green Deal, ma leve per la competitività”, dichiarano Sberna e Cavedagna.
In riferimento al voto favorevole espresso anche dai Socialisti, i due eurodeputati aggiungono: “Accogliamo con favore il fatto che anche alcuni Gruppo politici che negli anni hanno sostenuto le politiche del Green Deal stiano oggi riconoscendo la necessità di rivederne alcuni aspetti, alla luce delle conseguenze sul nostro sistema produttivo. Riteniamo tuttavia che sarebbe stato opportuno prestare maggiore attenzione, fin dall’inizio, alle preoccupazioni espresse dalle imprese, per evitare che si arrivasse a mettere a rischio la continuità produttiva di interi comparti industriali e la tutela di migliaia di posti di lavoro”, richiamando le istanze sostenute già durante l’audizione alla Camera dei deputati, in commissione Politiche dell’Unione europea.
Più recentemente, il gruppo Ecr ha promosso, insieme a Confindustria Ceramica, l’evento “Fermare l’Ets per salvare il settore della ceramica”, nel corso del quale è stato presentato il documento per la revisione del sistema sottoscritto da diversi Governi europei, tra cui quello italiano.
Un lavoro portato avanti fino agli ultimi giorni, con l’incontro del 14 ottobre dell’European Parliament Ceramics Forum, durante il quale Antonella Sberna, insieme ai colleghi Stefano Cavedagna ed Elena Donazzan, hanno ribadito la necessità di correggere un sistema che assegna ancora circa il 65% delle quote gratuite al settore ceramico sulla base di parametri generici, senza tenere adeguatamente conto delle specificità dei processi produttivi.
Il percorso legislativo proseguirà ora attraverso il confronto tra Parlamento europeo, consiglio e commissione, con l’obiettivo di consolidare i risultati ottenuti. Un passaggio nel quale sarà centrale anche il ruolo del Governo italiano, già impegnato a sostenere una revisione del sistema Ets a tutela dell’industria europea.
