Viterbo – Chinook precipitato in Bosnia, aperta un’indagine: anomalia del rotore tra le ipotesi.
Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo
Sono state avviate le indagini per chiarire le cause e la dinamica dello schianto del Chinook italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina. Al momento le ipotesi al vaglio sarebbero principalmente due: un’anomalia del rotore che avrebbe fatto perdere il controllo del velivolo, portandolo ad avvitarsi su sé stesso, oppure un possibile urto con i cavi dell’alta tensione.
Quest’ultima possibilità sarebbe stata riferita da alcuni testimoni che hanno assistito alla tragedia. Secondo le loro testimonianze, l’elicottero avrebbe volato a bassa quota, effettuando diverse virate prima di precipitare. Non è ancora chiaro, tuttavia, se il contatto con i cavi abbia effettivamente provocato la perdita di controllo del mezzo.
L’impatto con il suolo è stato violentissimo. Il velivolo avrebbe ruotato in aria su sé stesso, perdendo rapidamente quota, per poi schiantarsi e spezzarsi in tre parti. Saranno gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte a stabilire che cosa sia accaduto durante il volo e se vi siano state eventuali avarie o interferenze esterne.
La tragedia è avvenuta in Bosnia-Erzegovina, nella zona di Gorica, nei pressi di Brčko. Il CH-47 Chinook dell’Esercito italiano era impegnato nella missione internazionale Eufor Althea ed era riconducibile al primo Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo.
Nello schianto sono morti quattro militari italiani: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo. Le indagini dovranno ora ricostruire gli ultimi istanti del volo e individuare le cause dell’incidente.
Undici, invece i feriti, tra cui un militare originario del Viterbese. A lui, ieri, il comune di Montalto di Castro, ha rivolto un augurio di pronta guarigione:“Questa tragedia – hanno fatto sapere l’amministrazione comunale – ha purtroppo colpito anche la nostra comunità, in quanto uno dei militari feriti è un nostro concittadino di Pescia Romana al quale auguriamo, unitamente agli altri commilitoni, una pronta guarigione. Di fronte a una tragedia così dolorosa il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte che hanno scelto di mettere a disposizione la propria vita per la sicurezza della nostra Nazione”.
