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Cooperative “usa e getta”, agli arresti domiciliari il tributarista Daniele Moretti

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Roma – Cooperative “usa e getta” per evadere il fisco e maxisequestro per 14 milioni da parte della guardia di finanza, tra gli otto indagati raggiunti dall’avviso di fine indagini c’è il tributarista tarquiniese Daniele Moretti, 51 anni,  a carico del quale sono stati disposti gli arresti domiciliari.


Daniele Moretti

Daniele Moretti


Moretti ai domiciliari. L’operazione, che si è sviluppata tra le province di Roma, Latina e Viterbo, ha visto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del professionista Daniele Moretti e l’emissione di un decreto di sequestro preventivo per un valore superiore ai 14 milioni di euro a carico di otto indagati.

Mente del meccanismo. Al centro dell’ipotesi accusatoria formulata dalla procura di Roma e accolta dal giudice per le indagini preliminari Paola Petti, figura Daniele Moretti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Moretti avrebbe ideato e diretto l’intera regia contabile e amministrativa del meccanismo fraudolento, operando sia attraverso uno studio di consulenza professionale sia ricoprendo cariche nelle società e nei consorzi coinvolti.

Indagini dal 2018. L’attività investigativa delle fiamme gialle affonda le radici in una serie di controlli mirati e accessi ispettivi. Il 28 febbraio 2018 e il 23 novembre 2019, la finanza ha svolto i primi sopralluoghi presso le sedi operative delle aziende per identificare i lavoratori e analizzare i contratti di appalto e distacco. Il 17 marzo 2026, è stata depositata la fondamentale comunicazione di notizia di reato, contenente l’analisi dettagliata dei contratti ritenuti fittizi e i primi riscontri contabili sulla frode. Il 22 luglio e il 3 agosto 2026. le fiamme gialle hanno trasmesso le note e le informative integrative che hanno rettificato e consolidato il quadro indiziario a carico degli indagati.


Guardia di finanza

Guardia di finanza


Vigilanza privata e ristorazione. Il circuito di frode operava su vasta scala in settori strategici quali ristorazione, vigilanza privata e servizi alle imprese. Il sistema, secondo l’accusa, faceva perno su 4 cooperative consorziate utilizzate come mero schermo giuridico, le quali assumevano solo formalmente ben 2.478 lavoratori. Quest’ultimi venivano poi impiegati stabilmente presso le aziende beneficiarie tramite contratti d’appalto privi dei requisiti di legge.

Cooperative usa e getta. Attraverso l’emissione di fatture false e Durc falsificati, le società utilizzatrici abbattevano drasticamente il carico fiscale e contributivo. Una volta accumulate posizioni debitorie milionarie e inesigibili con l’erario, le cooperative venivano messe in liquidazione e rimpiazzate da nuove strutture, generando una vera e propria forma di dumping economico e sociale ai danni sia dei lavoratori che del mercato.

Il fiuto dei cani “cash dog”. Durante i blitz e le perquisizioni, la finanza si è avvalsa dell’ausilio delle strumentazioni dello Scico per la ricerca di intercapedini e dei cani “cash dog” del gruppo di Fiumicino per fiutare la valuta e i proventi illeciti nascosti. Le banconote emanano un odore caratteristico derivante dall’estrazione della cellulosa, dagli inchiostri di stampa, dai solventi e dai prodotti usati nella lavorazione della carta moneta. I cash dog riconoscono questo profilo olfattivo specifico, anche se le banconote sono riposte all’interno di bagagli, intercapedini, casseforti o rivestite con sostanze profumate o detergenti per coprirne l’odore.

Otto 415 bis. A fronte dei reati tributari contestati a vario titolo (emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, indebita compensazione e omesso versamento di iva e ritenute), alcuni degli indagati coinvolti nel procedimento sono assistiti e difesi dall’avvocato viterbese Samuele De Santis. Con la fase cautelare entrata nel vivo, le posizioni difensive proseguiranno il consueto vaglio nelle sedi giudiziarie opportune. 

Silvana Cortignani


Tutti gli indagati

Dario Giangrande, nato a Pisa il 4 luglio 1975, residente a Roma
Linda Ippoliti, nata a Roma il 14 gennaio 1969, residente a Formello
Daniele Moretti, nato a Tarquinia il 29 gennaio 1975, residente a Tarquinia
Francesco Moscetti, nato a Viterbo il 6 giugno 1980, residente a Montefiascone
Rocco Russo, nato a Caronia il 15 giugno 1977, residente a Viterbo
Salvatore Sanfilippo, nato a Palermo il 21 marzo 1984, residente a Viterbo
Siriano Silvestre, nato a Roma il 19 settembre 1970, residente a Roma
Filippo Silvia, nato a Roma il 10 gennaio 1976, residente a Cisterna di Latina


– Cooperative usa e getta per evadere il fisco: 14 milioni sequestrati, blitz anche a Viterbo


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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