Soriano nel Cimino – Il labirinto burocratico della Torre di Chia: a rischio l’ultima dimora di Pier Paolo Pasolini. L’appello di Dacia Maraini sul Corriere della Sera.
Viterbo – Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e Dacia Maraini
Un appello accorato, l’articolo a firma di Dacia Maraini pubblicato sul Corriere della Sera, per la vicenda che avvolge la Torre di Chia. Una storia che sembra: “labirintica, inventata da un comico per irridere la burocrazia”, ma che si rivela essere un fatto: “tutto vero e doloroso e nello stesso tempo assurdo e grottesco”.
Come ricorda Dacia Maraini sulle pagine del Corriere, la Torre di Chia, edificata nel 1200 nel territorio di Soriano del Cimino in un’area naturale un tempo abitata dagli Etruschi, fu immensamente amata da Pier Paolo Pasolini.
Dopo avervi girato scene de Il Vangelo secondo Matteo, il poeta la acquistò nel 1970, affiancandole una casa contadina in pietra, legno e vetro che custodiva i suoi ricordi di viaggio. In questo luogo, dove scrisse Lettere luterane e Petrolio, Pasolini trovò l’innocenza che cercava, definendolo il “più bel paesaggio del mondo […] dove l’Ariosto/sarebbe impazzito di gioia nel vedersi lì ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri/ e lì comporre musica/ l’unica azione espressiva/forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”.
La torre di Chia
I noti fatti recenti, riportati dalla scrittrice e amica di Pasolini, vedono come protagonista l’attore 47enne Gabriele Gallinari. Nel 2021, con i soldi ricavati dalla vendita della sua casa romana, Gallinari ha acquistato l’immobile con regolare contratto dagli eredi di Pasolini. Dopo costosi e fedeli lavori di ristrutturazione, ha aperto la dimora alle visite.
Tuttavia, come sottolinea Dacia Maraini nel suo intervento, le cose si complicano nel 2022 a causa di un “guazzabuglio di leggi che si contraddicono”.
L’università agraria di Chia, ente privato gestore dell’area demaniale, ha intrapreso un’azione legale contro Gallinari, e contro la stessa volontà del comune di Soriano, osserva Maraini, per dichiarare illegittimo l’acquisto e ottenerne la proprietà a titolo gratuito. Maraini fa notare una grave contraddizione: l’ente accusa Gallinari ma al contempo utilizza i terreni circostanti per eventi a nome di Pasolini.
Il paradosso legale ha raggiunto il culmine nel settembre scorso quando la regione Lazio, dando seguito a un verdetto di primo grado che ha totalmente ignorato le perizie del consulente tecnico nominato dal giudice, ricorda la scrittrice, ha intimato a Gallinari di “sgombrare la sua prima casa in trenta giorni senza indennizzo”, senza neppure attendere una sentenza definitiva.
L’articolo sul Corriere della Sera con un intervento diretto della scrittrice: “Io, come amica di Pasolini e affettuosa conservatrice della sua memoria, chiedo che si faccia giustizia, non in nome di una legge astratta che rivendica antichi privilegi territoriali, ma in base al rispetto per chi ha creduto e crede nella conservazione della memoria di un grande poeta, per i diritti di una proprietà che viene generosamente aperta agli amici della poesia”.

