Vetralla – Evade a Vetralla, lo ripescano nudo in mezzo al mare a Ostia. Protagonista dell’insolito salvataggio un giovane all’epoca 26enne, che il 28 giugno 2022 si era allontanato senza soldi e senza documenti dall’abitazione dove da nove mesi era ristretto agli arresti domiciliari.
Guardia costiera
Il padre, non trovandolo a casa all’ora dei pasti, chiamò i carabinieri della locale stazione, ma del giovane, nonostante le ricerche, nessuna traccia. Fino al 3 luglio, quando fu soccorso dalla guardia costiera che lo ripescò completamente nudo a Ostia in mezzo al mare, a una distanza di un chilometro e 800 metri dalla riva Per quell’evasione conclusa in maniera rocambolesca è finito a processo davanti al giudice Giovanna Camillo, che ieri ha ricostruito l’accaduto con un militare della stazione di Vetralla e il genitore dell’imputato, oggi 31enne e detenuto per altra causa nel carcere di Terni.
Il “naufrago” fu trasportato in ospedale in codice giallo. Era una domenica pomeriggio e a dare l’allarme furono due amici in gita in barca a un miglio dal porto turistico di Ostia Lido che, lanciandogli un salvagente e chiamando la capitaneria, lo hanno salvato dall’annegamento. Lo avrebbero avvistato mentre galleggiava nudo, senza preoccuparsi delle barche che gli sfrecciavano accanto.
Ai soccorritori avrebbe detto di non sapere come fosse arrivato a Ostia, raccontando di avere cenato da solo presso la sua abitazione, di aver trascorso una serata tranquilla e di essersi addormentato. Poi il black-out. Non si ricordava di come fosse arrivato in mare, a un chilometro e mezzo dalla riva e a 100 chilometri da casa.
La storia non ha convinto gli inquirenti che, scoperta l’evasione dagli arresti domiciliari, lo hanno tratto in arresto, Secondo il difensore Domenico Gorziglia, il giorno dopo sarebbe stato processato per direttissima e condannato a dieci mesi di reclusione dal tribunale di Roma, per cui si tratterebbe di un ne bis in idem. essendo a processo per gli stessi fatti per cui è stato già giudicato oltre quattro anni fa. Il giudice si è riservata di verificare la sentenza, fissando un’altra udienza per la discussione.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
