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Viterbo – Nessuna segnalazione qualificata al fisco, nessun incasso. La solita inefficienza della giunta Frontini. È il risultato attribuito al comune di Viterbo dall’indagine dell’ufficio studi della Cgia di Mestre sulla partecipazione delle amministrazioni locali al recupero dell’evasione erariale. Nessun comune della Tuscia compare nell’elenco nazionale dei 304 municipi che hanno ricevuto somme per questa attività.
Il rapporto, datato 10 ottobre 2026 ed elaborato su dati del ministero dell’Interno, prende in esame i contributi erogati nel 2025 per gli accertamenti riferiti al 2024. Per il capoluogo la conclusione è esplicita: Viterbo figura nella nota dedicata ai comuni che “non hanno fatto alcuna segnalazione qualificata all’Agenzia delle Entrate e conseguentemente non hanno incassato nulla”.
Si tratta della collaborazione attraverso cui i municipi comunicano all’amministrazione finanziaria elementi utili a individuare evasione su imposte come Irpef, Ires e Iva. Per il periodo analizzato, spiega la Cgia, ai comuni è stata riconosciuta una quota del 50% delle somme recuperate.
Nella Tuscia nessun comune in graduatoria
Per Viterbo, dunque, il rapporto indica l’assenza di segnalazioni e di incassi. Per gli altri comuni della provincia non riporta singole voci: nessuno figura tra le amministrazioni beneficiarie.
Il dato riguarda questo specifico canale di recupero dell’evasione. Restano fuori dall’indagine le attività svolte direttamente dai comuni per riscuotere Imu, Tari e altri tributi locali.
Nel Lazio incassi soltanto per Roma e Albano
Il quadro regionale comprende appena due amministrazioni. Roma si colloca al quarantesimo posto nazionale, con 10.144,97 euro riconosciuti. Albano Laziale è al 295esimo posto, con 25 euro. Il totale dei contributi ai comuni laziali è quindi di 10.169,97 euro.
Applicando la quota del 50% indicata dalla Cgia, questi incassi corrispondono a un recupero erariale complessivo di 20.339,94 euro. Quest’ultimo importo è ricavato dal calcolo sulle somme attribuite ai due municipi.
| Comune | Somma riconosciuta al comune | Recupero erariale corrispondente, calcolato sulla quota del 50% |
|---|---|---|
| Roma | 10.144,97 euro | 20.289,94 euro |
| Albano Laziale | 25 euro | 50 euro |
| Totale Lazio | 10.169,97 euro | 20.339,94 euro |
Anche Frosinone, Latina e Rieti figurano, insieme a Viterbo, nella nota sui capoluoghi che non hanno effettuato segnalazioni qualificate e non hanno incassato nulla.
In Italia recuperati circa cinque milioni
A livello nazionale, l’indagine quantifica in circa cinque milioni di euro il recupero ottenuto attraverso la collaborazione comunale. Alle 304 amministrazioni beneficiarie sono stati attribuiti complessivamente 2.508.446,37 euro. In testa alla graduatoria c’è Genova, con 406.838,26 euro.
La Cgia richiama anche le difficoltà operative dei municipi: le segnalazioni devono essere circostanziate e richiedono personale preparato, formazione e istruttorie adeguate. Quando le competenze sono disponibili, osserva l’associazione, vengono spesso impiegate nel recupero dei tributi locali.
Per la Tuscia, il risultato documentato resta quello di una provincia senza comuni nell’elenco degli incassi derivanti dalla collaborazione con il fisco. Per Viterbo, il rapporto indica espressamente anche l’assenza di segnalazioni qualificate.
