Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si è concluso con successo il FuseNet PhD Event 2026, il prestigioso appuntamento internazionale dedicato ai giovani ricercatori nel campo della fusione nucleare, ospitato presso l’Università degli Studi della Tuscia.
Per tre giorni, Viterbo si è trasformata in un punto di incontro per la nuova generazione di scienziati e ingegneri impegnati nello sviluppo delle tecnologie energetiche del futuro, accogliendo circa 150 dottorandi provenienti da università e centri di ricerca di tutta Europa, insieme a esperti internazionali e rappresentanti del mondo industriale. L’evento, organizzato da FuseNet – European Fusion Education Network, in collaborazione con l’Università della Tuscia, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle principali sfide scientifiche e tecnologiche del settore, favorendo lo scambio di conoscenze e la nascita di nuove sinergie tra giovani ricercatori, istituzioni e imprese.
Le attività hanno preso il via con le prime sessioni scientifiche dedicate alla presentazione dei progetti di dottorato. Sono seguiti poi i saluti istituzionali della rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, che ha sottolineato il valore internazionale dell’iniziativa e l’importanza della formazione e della cooperazione scientifica per lo sviluppo delle future tecnologie energetiche. La mattinata conclusiva ha visto inoltre i saluti istituzionali di Nicola Ippolito, Direttore della Divisione Nucleare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni nazionali verso un settore sempre più strategico per il futuro energetico italiano ed europeo.
Il programma ha alternato interventi di esperti di fama internazionale, tavole rotonde, sessioni scientifiche e presentazioni dei lavori dei dottorandi, offrendo ai partecipanti l’opportunità di condividere risultati, approfondire le prospettive di sviluppo del settore e confrontarsi direttamente con alcuni dei suoi principali protagonisti.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione di importanti figure della comunità scientifica internazionale, tra cui Elena Righi, responsabile dell’Unità Ricerca Euratom presso la Direzione Generale Ricerca e Innovazione della commissione europea; Gianfranco Federici, Programme Manager del consorzio EUROfusion, che coordina il programma europeo di ricerca nel settore; e Francesco Sciortino, cofondatore e CEO di Proxima Fusion, startup tedesca impegnata nello sviluppo di centrali basate sulla tecnologia degli stellarator.
Le discussioni hanno affrontato le principali sfide scientifiche e ingegneristiche, le prospettive industriali e le opportunità professionali per le nuove generazioni. Le tavole rotonde hanno inoltre coinvolto importanti realtà industriali, tra cui Ansaldo Nucleare SpA, Walter Tosto SpA, Rina SpA e Next Step Fusion, evidenziando il crescente interesse delle imprese e l’importanza di rafforzare il dialogo tra mondo accademico e settore produttivo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema delle pari opportunità con la tavola rotonda “Women in Fusion” incentrata sulla valorizzazione del ruolo delle donne nella scienza e nell’industria. Attraverso le esperienze e le testimonianze delle relatrici, l’incontro ha offerto un’importante occasione di confronto sulle opportunità di carriera, sulle sfide ancora presenti nelle discipline Stem e sulla necessità di favorire una maggiore partecipazione femminile, anche nelle posizioni di responsabilità. Un dibattito particolarmente rilevante per le nuove generazioni, che ha evidenziato come diversità, inclusione e pari opportunità rappresentino elementi fondamentali per costruire una comunità scientifica più aperta, innovativa e capace di valorizzare pienamente i talenti.
Accanto ai momenti di confronto scientifico e professionale, il programma ha offerto ai partecipanti anche l’opportunità di conoscere da vicino le principali infrastrutture di ricerca del settore, attraverso una visita tecnica al Centro Ricerche ENEA di Frascati, sede del progetto Divertor Tokamak Test (DTT), una delle più importanti infrastrutture mondiali in fase di realizzazione per lo sviluppo delle future tecnologie a fusione.
L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare per l’Università della Tuscia, coincidendo con il decimo anniversario delle attività sulla fusione avviate nell’Ateneo nel 2016. In questi anni, il gruppo di ricerca coordinato dai professori Giuseppe Calabrò e Pierluigi Fanelli ha progressivamente consolidato la propria presenza nel panorama internazionale, sviluppando collaborazioni con importanti istituzioni e imprese del settore. Un contributo fondamentale alla riuscita dell’evento è arrivato anche dal comitato organizzatore, di cui hanno fatto parte Simone Carusotti e Christian Avanzato, e dall’impegno dei giovani ricercatori e dottorandi del gruppo, che hanno partecipato attivamente alla preparazione e alla gestione delle attività, contribuendo in maniera determinante al successo dell’iniziativa.
Tra le iniziative più rilevanti sviluppate dall’Ateneo figura TRUST (Tuscia Research University Small Tokamak), ambizioso progetto che mira alla realizzazione di un dispositivo sperimentale presso l’Università della Tuscia, contribuendo alla crescita delle competenze scientifiche e tecnologiche del territorio e rafforzando il ruolo di Viterbo nel panorama nazionale e internazionale.
Il FuseNet PhD Event ha rappresentato anche un’importante opportunità di promozione per la città. Le attività sociali e culturali organizzate durante le tre giornate hanno permesso ai partecipanti di scoprire il patrimonio storico, artistico e gastronomico di Viterbo, valorizzando il legame tra università, comunità scientifica e territorio.
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