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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il circolo di Viterbo del Partito della Rifondazione Comunista ribadisce la ferma condanna dello striscione “Remigrazione” e delle sue recenti varianti comico-nostalgiche, con le quali fortunatamente la Storia della nostra Repubblica ha già fatto i conti da tempo (la piazza, ci spiace per loro, si chiama ancora “piazza Antonio Gramsci”).
Invitiamo tutte le forze democratiche a vigilare, con spirito unitario, sulle ripetute violazioni del principio antifascista che anima la nostra carta costituzionale, a fronte dell’apparente indifferenza delle istituzioni cittadine.
Contestualmente, notiamo come gli ideatori di quello slogan infelice, che forse intende coniugare il verbo “marcire” (“noi marciamo ancora”), abbiano ben chiara la direzione della propria missione culturale.
Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea)
Circolo di Viterbo
Sinistra Ecologista: “Celebrare il fascismo è un’offesa alla democrazia”
Quanto accaduto ieri sera a Viterbo è un fatto grave che non può essere liquidato come una provocazione nostalgica. Celebrare la Marcia su Roma, esibire simboli fascisti e intonare cori inneggianti alla dittatura significa offendere la memoria democratica del nostro Paese. L’antifascismo non è una posizione di parte, ma il fondamento della nostra Costituzione. La libertà di manifestazione non può diventare un pretesto per normalizzare simboli e rituali di un regime che quella stessa libertà cancellò. Chiediamo alla sindaca e all’amministrazione comunale di Viterbo una condanna pubblica e inequivocabile. La democrazia non si difende soltanto condannando il fascismo del passato, ma impedendo che la sua celebrazione diventi ordinaria nel presente. È una responsabilità alla quale le istituzioni non possono sottrarsi».
Sinistra Civica Ecologista – Lazio
Associazione Petroselli: “Inaccettabile la marcia fascista di ieri sera, intervenga subito il prefetto”
Inaccettabile la marcia fascista di ieri sera. Intervenga subito il prefetto, serve una ferma condanna e una reazione democratica.
L’associazione Luigi Petroselli esprime la propria condanna per quanto avvenuto ieri sera a Viterbo a piazzale Gramsci, dove è stata organizzata una manifestazione per celebrare l’anniversario della marcia su Roma dei fascisti del 28 ottobre 1922.
Un raduno provocatorio e intollerabile, culminato nell’esposizione di uno striscione inequivocabile con la scritta “Noi marciamo ancora!” accompagnata da un fascio littorio. A rendere il quadro ancora più grave e allarmante si aggiunge lo striscione “Remigrazione”, slogan legato alle tesi dell’estremismo nazionalista, che campeggia sulla stessa sede dove i fatti sono avvenuti, trasformando una delle principali piazze della città in un palcoscenico di aperta apologia del fascismo.
Uno striscione che, ieri sera, è stato associato in modo chiaro ed evidente al fascismo, oltretutto in quartiere dove c’è una forte e fondamentale presenza delle comunità internazionali, cosa che potrebbe generare vere e proprie tensioni sociali in tutta la zona.
Non solo, ma si consente inoltre una manifestazione fascista, che andava bloccata sul nascere, in un clima in cui da più parti si chiede serenità e sicurezza e in cui ragazzi e studenti vengono manganellati perché vogliono un futuro.
Ciò che è accaduto non è solo un oltraggio alla Costituzione repubblicana e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia, così come rappresenta anche un concreto pericolo per la pubblica incolumità.
L’utilizzo di fumogeni all’interno di un assembramento costituisce infatti un rischio serio per la salute e l’incolumità fisica delle persone, oltre a generare un clima di paura per i cittadini e i passanti che si sono trovati ad assistere a questa sfilata di stampo fascista.
Di fronte a episodi di tale gravità non sono ammissibili tolleranze né ambiguità. Si richiede pertanto un intervento immediato e deciso del prefetto di Viterbo, affinché vengano accertate tutte le responsabilità e adottate le misure necessarie per prevenire il ripetersi di simili provocazioni applicando le norme vigenti contro l’apologia di fascismo.
È indispensabile poi una ferma e unanime condanna da parte di tutte le forze politiche, senza distinzioni o tentennamenti. Il silenzio o la minimizzazione di questi fatti costituiscono un pericoloso lasciapassare per la normalizzazione dell’estremismo.
L’associazione Luigi Petroselli sottolinea, infine, con forza che è fondamentale reagire. Non possiamo e non dobbiamo abituarci alla riapparizione di simboli e pratiche che promuovono l’odio e che hanno portato l’Italia alla dittatura, alla guerra e alla rovina. La comunità democratica di Viterbo ha il dovere civico di alzare la voce, difendere la libertà e la democrazia.
Associazione Luigi Petroselli
