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“Mancato accordo con Giuliani? Colpa dei personalismi”

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Silvia Lallini

Silvia Lallini

Orte – Silvia Lallini non ci sta. Dopo le dimissioni di cinque membri del direttivo e le dichiarazioni rilasciate da Daniele Proietti a Tusciaweb, la coordinatrice del circolo di Orte di Fratelli d’Italia interviene per dare la sua versione dei fatti: “Alcuni dei dimissionari – dice – non hanno mai nemmeno partecipato alle riunioni. Abbiamo fatto tutto il possibile per chiudere l’accordo con Orizzonte comune”.

La sorprendono le accuse di scarsa condivisione delle scelte da parte dei dimissionari?
“Sono ricostruzioni senza fondamento. Il direttivo è sempre stato convocato in modo legittimo e la scelta politica è stata votata a maggioranza. Il mio ruolo è quello di tenere unite tutte le anime del mio gruppo, ma non posso certo sovvertire le regole della democrazia. Se chi non era d’accordo, anziché accettare le decisioni della maggioranza, ha preferito andarsene, non posso farci niente. Ognuno è libero di fare quello che vuole e si prende la responsabilità delle sue azioni”.

Quindi il confronto nel direttivo sulla linea da prendere c’è stato?
“Certo che sì. Non è credibile che un partito abbia deciso cosa fare alle elezioni senza prima discuterne all’interno del direttivo. La verità è che chi oggi critica le decisioni prese, non c’era quando era il momento di prenderle. Alcuni dei dimissionari non hanno mai partecipato a nessuna riunione”.

Fratelli d’Italia va avanti per la sua strada?
“La maggioranza del direttivo è compatta sulla direzione che abbiamo preso. Questo progetto è figlio di un cammino di anni, nei quali abbiamo avvicinato altri soggetti alla coalizione già preesistente di Noi con Orte futura. Abbiamo aggregato persone lontane dal credo politico di Fratelli d’Italia, ma che hanno la nostra stessa voglia di mettersi al servizio della città. L’idea era di coinvolgere anche altri gruppi, però non ci siamo riusciti”.

Parliamo di Orizzonte comune e di Angelo Giuliani, ovviamente. Come mai non siete riusciti a trovare un accordo?
“Con Orizzonte comune abbiamo iniziato a interloquire circa un anno e mezzo fa. Il dialogo non è mai stato semplice, ma è comunque andato avanti e loro sono sempre stati al corrente di tutto quello che succedeva. Purtroppo, alla fine l’accordo non è arrivato perché sono emersi dei personalismi troppo forti”.

Quindi, il problema è stata la scelta del candidato sindaco.
“Dopo un lungo confronto, avevamo individuato una potenziale candidata dall’area di Orizzonte comune, che era gradita a tutte le forze che componevano la coalizione. Per noi era fatta, ma a quel punto è stato proprio il gruppo di Orizzonte comune a rimettere in discussione tutto, presentando delle richieste ulteriori veramente troppo ingenti per una coalizione di cinque gruppi. Lì ci siamo arenati”.

Da parte sua, sente di aver fatto tutto il possibile?
“Sì. Capisco l’ambizione personale, ma un sindaco non si può auto-candidare, soprattutto quando sta in una coalizione. Le nostre porte restano comunque aperte, ma non potevamo aspettare ulteriormente: mancano sei mesi alle elezioni, dobbiamo presentare ai cittadini le nostre idee per la città”.

Questa coalizione senza Orizzonte comune è comunque vincente?
“Innanzitutto, questa non è una riedizione del progetto delle scorse elezioni, com’è stato detto, perché ci sono delle forze nuove come Direzione domani e Ponte civico. Ma la cosa più importante è l’entusiasmo con cui stiamo lavorando. Abbiamo persone che sono all’opposto di Fratelli d’Italia come ideali, ma sono felicissima di averle con noi per il contributo che stanno portando. Mi piacerebbe vedere Orte cambiare e le idee che sento alle nostre riunioni sono quelle che mi danno la speranza che possa succedere”.

Quindi, senza Orizzonte comune avete guadagnato o avete perso?
“Non ho la sfera di cristallo, non so quello che succederà. Io so solo che più di questo non si poteva fare. Sicuramente andare tutti insieme sarebbe stato importante, ma i matrimoni si fanno in due: se c’è chi non vuole scendere a compromessi, ce ne dobbiamo fare una ragione”.

Intanto il candidato sindaco ce l’avete pronto?
“Al momento no”.

Alessandro Castellani


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