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Valentano – Maxi rave party di Ferragosto 2021 sul lago di Mezzano a Valentano, l’azienda agricola Camilli rimette la querela al processo contro l’unico imputato.
Si tratta di Adurel Karafili, il 38enne d’origine albanese – “imbucato” al raduno invece di rispettare l’obbligo di dimora a Viterbo – unico delle centinaia di identificati al momento dello sgombero ad essere finito nei guai per invasione arbitraria e occupazione abusiva di terreni privati dell’azienda agricola di proprietà della famiglia di Piero Camilli.
In aula, davanti al giudice Giovanna Camillo, ha testimoniato come parte offesa il nipote del noto imprenditore dell’Alta Tuscia, Roberto Camilli, titolare col cugino Vincenzo Camilli, figlio di Piero, dell’azienda agricola, il quale, dopo avere ricordato come il rave party sia proseguito dal 13 al 19 agosto, senza poter riconoscere il 38enne come uno degli oltre diecimila partecipanti, ha rimesso la querela e le successive integrazioni sporte ai carabinieri nei giorni caldi in cui il caso dominava le cronache locali e nazionali.
Il testimone è stato sentito anche relativamente ai danni per migliaia di euro subiti dall’azienda. Non solo i terreni invasi da camper, fuoristrada, tende, stand e attrezzature per la musica, calpestati per giorni da migliaia di partecipanti. “Sono stati devastati anche i magazzini e danneggiate le macchine agricole, ci sono state effrazioni delle porte, furti di vino e perfino di latte in polvere. Una pagina brutta per il lago di Mezzano, per l’azienda e per me”, ha confermato Roberto Camilli, spiegando le ragioni della querela.
Come è noto, il mega rave party “Teknival Space Travel” di Valentano è entrato nella storia. Così come il fatto che solo Karafili, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, a fronte di un evento di proporzioni enormi, sia l’unico ad essere stato rinviato a giudizio per la specifica occupazione dell’area privata, anche se solo partecipante, non essendo tra i promotori o gli organizzatori del raduno clandestino. Potrà spiegare come è andata alla prossima udienza del processo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
