- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Mazzette e pressioni per gli appalti della difesa, a giudizio generale e imprenditore

Condividi la notizia:


Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

Viterbo – Mazzette e pressioni per gli appalti della difesa, a giudizio un generale e un imprenditore. 

Imputati un imprenditore 74enne della provincia e un ufficiale 67enne romano, difesi dagli avvocati Vincenzo Dionisi del foro di Viterbo, Francesco Petrelli del foro di Roma e Andrea Sambati del foro di Lecce.

Riflettori sulle intercettazioni. Martedì il collegio presieduto dal giudice Savina Poli ha disposto la trascrizione delle intercettazioni, come chiesto dal pm Massimiliano Siddi, ad eccezioni di quelle più remote dell’inchiesta della guardia di finanza di Bari da cui si è sviluppato il filone coordinato dalla procura della repubblica di Viterbo.

Contestata la corruzione. Il processo entrerà nel vivo fra qualche mese, quando saranno sentiti i primi quattro testimoni dell’accusa. Al centro un presunto sistema di favori e pressioni indebite all’interno delle gerarchie militari dell’esercito italiano, risalenti al 2019, per cui il pubblico ministero Siddi, a giugno del 2024, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un generale di corpo d’armata e dell’imprenditore della Tuscia, contestando loro a vario titolo reati che vanno dall’induzione indebita alla corruzione.

Favori “familiari”. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il generale – all’epoca dei fatti con funzioni di capo di stato maggiore del comando logistico dell’esercito – avrebbe sfruttato il proprio ruolo di vertice e i poteri ispettivi sanitari e amministrativi per tentare di favorire gli affari di famiglia.

Dall’orto alle caserme. Nel mirino della procura è finito un presunto tentativo di induzione ai danni dei vertici di una nota ditta barese aggiudicataria dell’appalto di ristorazione per le caserme italiane. Il generale, tra giugno e agosto del 2019, avrebbe sollecitato reiteratamente l’azienda di mensa a sottoscrivere un accordo commerciale in esclusiva per la fornitura di prodotti ortofrutticoli provenienti da un’azienda agricola riconducibile al fratello e al cognato, evocando velatamente durante gli incontri la qualità dei servizi resi dalla ditta alle strutture militari.

Vacanza a Rodi in cambio di appalti di manutenzione. Oltre al tentativo di condizionamento nell’ambito dei servizi di ristorazione, gli inquirenti contestano un secondo episodio corruttivo che coinvolge l’imprenditore. Secondo l’ipotesi d’accusa, tra il 26 e il 28 agosto 2019, il generale avrebbe ricevuto dal 74enne il pagamento di un soggiorno estivo nell’isola di Rodi per un valore di oltre 4.200 euro.

Autofficina per i veicoli dell’esercito. La vacanza sarebbe stata la contropartita per l’interessamento diretto del graduato nell’assegnazione di commesse per la manutenzione dei veicoli dell’esercito. In particolare, il generale avrebbe esercitato continue pressioni gerarchiche su un colonnello del comando logistico affinché sollecitasse un sopralluogo tecnico presso un’autofficina legata all’imprenditore, propedeutico all’affidamento di interventi su veicoli militari per circa 9mila  euro.

Parte offesa, la difesa. Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali ed acquisizioni documentali, hanno spinto la procura di Viterbo a formalizzare le accuse. Nel procedimento si individua come parte offesa il ministero della difesa.

Silvana Cortìgnani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: