Viterbo – (s. lup.) – Arrivi di migranti in calo di oltre il 40% nella Tuscia, con gruppi sempre più piccoli, ma aumenta la quota di persone vulnerabili. Nel primo semestre 2025 gli arrivi attraverso i flussi monitorati erano stati 135, contro i 75 dello stesso periodo del 2026. Nel solo secondo trimestre si è passati da 118 a 54 persone. Una diminuzione in linea con quella registrata anche a livello nazionale.
A cambiare è anche il tipo di fragilità riscontrata. Accanto alle problematiche più strettamente sanitarie emergono disagi psichici, legati anche ai percorsi affrontati prima dell’arrivo, e difficoltà culturali e religiose nell’impatto con una società molto diversa da quella di provenienza.
In questo quadro è stato siglato stamattina in prefettura il nuovo protocollo operativo per l’accoglienza sociosanitaria, sottoscritto dal prefetto Sergio Pomponio, dal questore Giorgio Di Munno e dal direttore generale dell’asl Egisto Bianconi. Alla presentazione anche la direttrice sanitaria Assunta De Luca.
Il documento riunisce in un unico strumento procedure finora disciplinate da accordi separati e dà attuazione alle nuove disposizioni europee entrate in vigore il 12 giugno. Riguarda gli arrivi programmati, chi si presenta spontaneamente per chiedere protezione internazionale e gli stranieri rintracciati sul territorio in posizione irregolare. La prima valutazione sanitaria è prevista indicativamente entro 24 ore e comunque non oltre le 72, coordinandosi con gli adempimenti amministrativi.
“La tutela della salute degli stranieri va letta all’interno del sistema della sanità pubblica”, ha sottolineato Pomponio. L’obiettivo, ha spiegato il prefetto, è individuare rapidamente vulnerabilità e patologie, tutelando nello stesso tempo anche la salute della popolazione residente.
Sul fronte sanitario la novità è una presa in carico più diffusa sul territorio. Fino al 30 settembre l’attività dedicata alla popolazione migrante era concentrata nell’ambulatorio della cittadella della salute di Viterbo. Dal primo ottobre il servizio è stato esteso agli ambulatori di prossimità delle case di comunità hub: oltre a Viterbo, anche Tarquinia, Montefiascone e Ronciglione, con più punti di accesso e tempi di risposta più rapidi.
Bianconi ha sottolineato soprattutto “la risposta unitaria delle istituzioni”: prefettura, questura e asl mettono a sistema attività già esistenti, raccogliendole in un unico percorso. Anche il questore Di Munno ha richiamato l’importanza della tempestività, in particolare nei casi di persone che si presentano spontaneamente o vengono rintracciate sul territorio.
Nel 2025 alla questura di Viterbo sono state inoltre formalizzate 1.031 domande di protezione internazionale. Parallelamente la prefettura ha potenziato il consiglio territoriale per l’immigrazione, lavorando anche sui problemi di integrazione scolastica e lavorativa dei cittadini stranieri di seconda e terza generazione.






