- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Il nome del partigiano Mariano Buratti va scritto sulla sede del liceo”

Condividi la notizia:

Viterbo – “Il nome del partigiano Mariano Buratti va scritto sulla sede del liceo”. Casa del Balilla, presa di posizione ufficiale del collegio dei docenti dell’istituto di via Tommaso Carletti che ieri sera ha approvato a maggioranza assoluta una mozione che chiede di “apporre finalmente il nome di Mariano Buratti sullo stabile”. La mozione sottoscritta dai docenti verrà trasmessa anche alla provincia. 

Il liceo classico Mariano Buratti (Immagine creata con IA)

Il liceo classico Mariano Buratti (Immagine creata con IA)


“Accetteremmo anche – si legge sulla mozione –, pur non condividendo pienamente la scelta, che si decida di non scrivere quel nome al posto della scritta in questione obliterata, tuttavia proponiamo che: 1) si faccia un concorso pubblico per trovare la collocazione, la forma, i materiali con cui apporre la scritta ‘Liceo Ginnasio Mariano Buratti’ comunque ben visibile nello stabile; 2) partecipando al concorso, la comunità scolastica suggerisca, come eventuale collocazione, la cancellata di ingresso al liceo, o, in subordine, la cancellata di accesso al cortile che separa i due principali plessi del liceo (sede centrale e sede ex Pinzi)”.

“Come membri della Comunità educante del liceo “Mariano Buratti” di Viterbo – esordiscono i docenti che hanno sottoscritto il documento – intendiamo ribadire la nostra contrarietà rispetto alla decisione, attuata nei mesi scorsi, di ricreare la scritta ‘casa del Balilla’ sulla facciata dell’istituto. Tale decisione risulta, a nostro giudizio, inaccettabile e incompatibile con i valori e i principi che animano la nostra società democratica”.

“Nel corso del consiglio provinciale del 6 ottobre – proseguono i docenti del Buratti – è stata discussa la mozione presentata dal gruppo consiliare Tuscia Democratica, mozione che propone di conservare la scritta come testimonianza storica, obliterandola, però, come è stato fatto a partire dal secondo dopoguerra, e ‘impedendo operazioni di ripristino o enfatizzazione’. Come abbiamo già sostenuto, la scritta viene a trovarsi in un luogo deputato alla formazione dei giovani, un luogo, inoltre, intitolato alla memoria di un martire della Resistenza al nazi-fascismo, il partigiano Mariano Buratti: anche astraendo dagli aspetti connessi con l’infrazione degli articoli della Costituzione e delle leggi che nel tempo hanno messo al bando non solo il partito fascista, ma anche i suoi ‘segni’ e ‘simboli’, sarebbe veramente difficile, a nostro avviso, spiegare agli studenti la rispondenza storico-culturale di quello che leggono sulla facciata della loro scuola con i valori della nostra Costituzione. La stessa Costituzione che attribuisce alla scuola della Repubblica il compito di educare alla cittadinanza democratica, al senso critico e alla libertà. Non è lasciando in bella mostra le reliquie di un periodo rispetto al quale la Storia ha già espresso il suo netto giudizio che si favorisce la ricostruzione critica o il dibattito culturale su quel periodo”. 

“Come educatori e parte integrante dell’istituzione – sottolineano poi i docenti –, indipendentemente dallo specifico ruolo che ciascuno di noi in essa riveste, riteniamo più opportuno, anche didatticamente, che venga raccolta, studiata ed esposta una documentazione scientifica sulla storia dell’immobile. Infatti la documentazione è di per sé un’operazione che richiede integrità, rispetto dei dati, metodo e, dunque, utilizza il processo che la scuola è chiamata ad attivare nei discenti”.

“Auspichiamo dunque – concludono i professori del Buratti – che la mozione di Tuscia Democratica venga non solo recepita, ma pienamente attuata”. 

Daniele Camilli


IL TESTO DELLA MOZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO MARIANO BURATTI

Come membri della Comunità educante del Liceo “Mariano Buratti” di Viterbo intendiamo ribadire la nostra contrarietà rispetto alla decisione, attuata nei mesi scorsi, di ricreare la scritta “Casa del Balilla” sulla facciata dell’Istituto.

Tale decisione risulta, a nostro giudizio, inaccettabile e incompatibile con i valori e i principi che animano la nostra società democratica.

Nel corso del Consiglio Provinciale del 6 ottobre è stata discussa la mozione presentata dal gruppo Consiliare “Tuscia Democratica”, mozione che propone di conservare la scritta come testimonianza storica, obliterandola, però, come è stato fatto a partire dal secondo dopoguerra, e “impedendo operazioni di ripristino o enfatizzazione”.

Come abbiamo già sostenuto, la scritta viene a trovarsi in un luogo deputato alla formazione dei giovani, un luogo, inoltre, intitolato alla memoria di un martire della Resistenza al nazi-fascismo, il partigiano Mariano Buratti: anche astraendo dagli aspetti connessi con l’infrazione degli articoli della Costituzione e delle leggi che nel tempo hanno messo al bando non solo il partito fascista, ma anche i suoi “segni” e “simboli”, sarebbe veramente difficile, a nostro avviso, spiegare agli studenti la rispondenza storico-culturale di quello che leggono sulla facciata della loro scuola con i valori della nostra Costituzione. La stessa Costituzione che attribuisce alla scuola della Repubblica il compito di educare alla cittadinanza democratica, al senso critico e alla libertà.

Non è lasciando in bella mostra le reliquie di un periodo rispetto al quale la Storia ha già espresso il suo netto giudizio che si favorisce la ricostruzione critica o il dibattito culturale su quel periodo. 

Come educatori e parte integrante dell’istituzione, indipendentemente dallo specifico ruolo che ciascuno di noi in essa riveste, riteniamo più opportuno, anche didatticamente, che venga raccolta, studiata ed esposta una documentazione scientifica sulla storia dell’immobile. Infatti la documentazione è di per sé un’operazione che richiede integrità, rispetto dei dati, metodo e, dunque, utilizza il processo che la Scuola è chiamata ad attivare nei discenti.

Auspichiamo dunque che la mozione di Tuscia Democratica venga non solo recepita, ma pienamente attuata.

Chiediamo, inoltre, che si apponga finalmente il nome di Mariano Buratti sullo stabile.

Accetteremmo anche – pur non condividendo pienamente la scelta – che si decida di non scrivere quel nome al posto della scritta in questione obliterata, tuttavia proponiamo che:

 – si faccia un concorso pubblico per trovare la collocazione, la forma, i materiali con cui apporre la scritta “Liceo Ginnasio Mariano Buratti” comunque ben visibile nello stabile;

– partecipando al concorso, la comunità scolastica suggerisca, come eventuale collocazione, la cancellata di ingresso al Liceo, o, in subordine, la cancellata di accesso al cortile che separa i due principali plessi del Liceo (sede centrale e sede ex Pinzi).


Condividi la notizia: