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“Il nostro boxer Leo è stato rubato dal giardino di casa…”

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Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – Vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione un episodio grave avvenuto martedì a Bagnoregio, in via Fratelli Agosti, lungo la strada che conduce a Civita di Bagnoregio, e chiedervi la possibilità di darne notizia attraverso il vostro giornale. Nella mattinata di martedì, in una fascia oraria compresa indicativamente tra le 10 e le 12,30, un cane di razza boxer, di tre anni, è stato portato via dal giardino della propria abitazione mentre i proprietari erano assenti. Con lui si trovava anche un altro cane, un meticcio di tipo setter, che invece non è stato toccato. Per quanto accaduto è stata sporta denuncia per furto.

Il boxer Leo

Il boxer Leo


Al di là della comprensibile preoccupazione per le sorti del cane, desideriamo richiamare l’attenzione su un aspetto che spesso viene sottovalutato: entrare nella sfera privata di una famiglia e portare via un animale amato non significa soltanto sottrarre un bene, ma provocare una profonda ferita emotiva e violare il senso di sicurezza che dovrebbe accompagnare la propria casa.

Il giardino di un’abitazione è uno spazio privato, un luogo in cui ci si sente al sicuro e in cui i propri animali vivono protetti, circondati dall’affetto della famiglia. Scoprire che qualcuno è entrato in quello spazio e ha portato via un membro della famiglia, approfittando dell’assenza dei proprietari, significa subire una violenza che non è soltanto materiale, ma anche psicologica e affettiva.

Un cane non è un oggetto da prendere e portare via. È una presenza quotidiana, un legame costruito nel tempo, parte integrante della vita di chi se ne prende cura. La sua scomparsa improvvisa lascia angoscia, impotenza e interrogativi difficili da accettare, soprattutto quando avviene tra le mura del proprio spazio domestico.

Questo episodio solleva inoltre una questione più ampia: la crescente mercificazione degli animali e il rischio che la loro sottrazione alimenti circuiti di commercio illecito. La diffusione degli allevamenti intensivi e delle attività di riproduzione su larga scala, in un mercato che può arrivare a trattare gli animali come prodotti da vendere, impone una riflessione sul valore della vita animale e sui rischi connessi alla ricerca di profitti facili.

Con questa segnalazione non intendiamo soltanto raccontare un fatto, ma sensibilizzare la comunità e invitare chiunque possa aver visto qualcosa, notato movimenti sospetti nella zona o ricevuto informazioni sul boxer a farsi avanti. Anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe essere importante per ricostruire quanto accaduto e contribuire al suo ritrovamento.

Chiediamo quindi alla vostra redazione di dare voce a questa vicenda, affinché non passi inosservata e possa raggiungere il maggior numero possibile di persone. L’attenzione della stampa locale può essere fondamentale per diffondere l’appello, raccogliere eventuali testimonianze e ricordare che episodi simili non riguardano soltanto chi li subisce direttamente, ma interrogano l’intera comunità sul rispetto degli animali, delle persone e della loro vita privata.

Lasciamo un contatto, nell’eventualità che qualcuno possa darci qualche informazione utile: 392 074 5575.

Antonietta Farina


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