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Montalto di Castro – (sil.co.) – Droga tra Torvaianica e Montalto di Castro, confermate le condanne per un maxi sequestro di un chilo di cocaina.
La corte di cassazione ha confermato le condanne a 4 anni di reclusione e 30mila euro di multa e a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione e 20mila euro di multa, inflitte a due albanesi di 30 e 21 anni, arrestati a Torvaianica dalla polizia il 14 marzo 2025 per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
L’operazione delle forze dell’ordine scattò a seguito di un controllo di polizia che portò alla perquisizione personale e domiciliare dei due uomini. Il 21enne fu sorpreso con 48 dosi di cocaina (circa 24 grammi) nascoste all’interno di tre pacchetti di sigarette. La perquisizione nell’appartamento di Torvaianica, aperto con le chiavi in possesso del 30enne rivelò un vero e proprio “deposito” del traffico di droga, oltre un chilogrammo di cocaina pari a più di 5mila dosi, circa 9mila euro in contanti e il passaporto del 21enne, custodito nello stesso cassetto insieme alle banconote.
Entrambi hanno impugnato la sentenza della corte d’appello di Roma del 17 dicembre 2025. Il 21enne ha sostenuto di essere un semplice acquirente e spacciatore occasionale e di vivere e lavorare stabilmente a Montalto di Castro. Secondo la sua versione, si sarebbe recato a Torvaianica partendo da Montalto unicamente per acquistare la droga trovatagli addosso (i 24 grammi), negando ogni coinvolgimento o titolarità riguardo all’oltre chilogrammo di cocaina scoperto nell’abitazione.
La cassazione ha rigettato questa ricostruzione, ritenendola del tutto inattendibile. I giudici hanno evidenziato che il 21enne non era di passaggio né in partenza per tornare a Montalto di Castro, dato che aveva lasciato il proprio passaporto all’interno dell’appartamento di Torvaianica. Inoltre, i verbali di polizia hanno documentato come il giovane fosse stato visto uscire da quella casa più volte nei giorni precedenti all’arresto.
La presenza del documento d’identità, il confezionamento analogo delle dosi e le uscite frequenti dall’immobile hanno dimostrato che il legame con l’appartamento di Torvaianica era continuativo e che la droga trovata indosso era solo la “quota” prelevata dalla riserva di un chilo custodita in casa.
Il ricorso del 30enne è stato respinto per motivi formali, in quanto sottoscritto personalmente dall’imputato e non da un difensore iscritto all’albo speciale della cassazione. Il ricorso del 21enne è stato giudicato manifestamente infondato, sia per quanto riguarda la richiesta di riqualificare il reato in “fatto di lieve entità”, incompatibile con l’ingente quantitativo di droga, sia per le censure sul calcolo della pena.
Oltre alle pene già stabilite nei precedenti gradi di giudizio, entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3mila euro ciascuno in favore della cassa delle ammende.
