Viterbo – Scommettitore fortunato percepiva il reddito di cittadinanza, senza avere però dichiarato al fisco le sue numerose vincite al gioco. È bastato un controllo per scoprire che non era un indigente, motivo per cui è finito a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi, che mercoledì ha ascoltato uno dei militari della guardia di finanza di Viterbo che hanno svolto le indagini per farsi spiegare l’accaduto.
Scommesse online
Conti di gioco online. “Abbiamo scoperto che aveva dei conti di gioco online, con giocate e vincite”, ha spiegato il testimone, sottolineando come in particolare il 2019 sia stato un anno benedetto dalla dea bendata: “Sono risultate vincite non comunicate per oltre 171mila euro, oltre 10mila nel 2018 e 13.500 euro di vincite nel 2017, ovvero gli anni di riferimento”. Ciononostante l’imputato ha chiesto e ottenuto due volte l’erogazione per 18 mesi ciascuna del reddito di cittadinanza.
Oltre 171mila euro di vincite solo nel 2019. “Solo nel mese di luglio del 2019 ha vinto oltre 20.500 euro giocando online, somma che avrebbe dovuto comunicare all’Inps entro i successivi quindici giorni, a superamento del limite per il reddito di cittadinanza. Solo nel successivo mese di agosto, invece, ha vinto altri 129mila euro, sempre non dichiarati, facendo prelievi per 13mila euro”, ha proseguito il militare, spiegando che è stato facile ricostruire i movimenti di gioco online.
Scommesse “made in Italy”. “Per giocare online, il soggetto deve sottoscrivere un contratto fornendo i propri dati”, ha precisato il teste al giudice, aggiungendo che l’imputato faceva scommesse solo tramite società italiane e non anche estere. Il difensore Stefano Billi, in sostituzione del collega Samuele De Santis, ha chiesto se fosse possibile risalire, attraverso i conti di gioco, al “saldo” tra soldi vinti e soldi rigiocati e se ne sia stato tenuto conto durante le verifiche sfociate nella denuncia. A dicembre sarà la volta dell’esame dell’imputato, dopo di che si procederà con discussione e sentenza.
Viterbo – Un’aula del tribunale
Cosa prevede la legge. Se una persona percepisce un sussidio statale basato sulla prova dei mezzi (come il reddito di cittadinanza o misure analoghe), le vincite al gioco non possono essere nascoste o ignorate. E soprattutto, sussiste l’obbligo di comunicare tempestivamente qualsiasi variazione patrimoniale o reddituale significativa per evitare sanzioni amministrative e penali, perché il controllo dei requisiti non si esaurisce al momento della domanda iniziale, ma permane per tutta la durata dell’erogazione. Per cui qualsiasi variazione economica rilevante — inclusa una vincita in denaro, anche se derivante da lotterie o scommesse già assoggettate a ritenute fiscali alla fonte — deve essere tempestivamente comunicata all’ente erogatore Inps. Se non si ottempera, oltre alla revoca retroattiva di tutte le somme indebitamente percepite, con obbligo di restituzione integrale all’Inps, il percettore rischia, come in questo caso, anche un procedimento penale.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

