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![]() Viterbo – Applausi ieri sera a Propaganda Live, su La7, per Fabrizio Sani, vincitore del premio Mattia Torre 2026 |
Viterbo – Applausi ieri sera a Propaganda Live, su La7, per Fabrizio Sani, vincitore del premio Mattia Torre 2026 con il monologo comico “Lucio”.
Dal teatro alla tv. Due settimane dopo la cerimonia all’Unione di Viterbo, che ha concluso la seconda edizione del concorso letterario dedicato al drammaturgo, sceneggiatore e regista Mattia Torre, scomparso a 47 anni, nella puntata di venerdì 16 ottobre di Propaganda Live è andata in scena una sorta di cerimonia bis. Con tanto di proclamazione del vincitore, consegna dei riconoscimenti e, sul maxischermo alle spalle dei protagonisti, la locandina dell’evento organizzato dal Tuscia Film Fest.
Durante la trasmissione, il conduttore Diego Bianchi ha chiamato sul palco l’attore Luca Amorosino, che ha letto e interpretato integralmente “Lucio”, il monologo scritto da Sani.
Il racconto prende di mira le dinamiche delle chat scolastiche attraverso la storia di un uomo che, ritrovatosi per caso in un gruppo di genitori, decide di spacciarsi per il padre di Lucio, un bambino particolarmente turbolento, dando vita a una serie di situazioni paradossali.
Al termine dell’esibizione, tra gli applausi del pubblico, sono saliti sul palco anche Valerio Aprea, componente della giuria del premio Mattia Torre, e lo stesso Sani.
Bianchi ha lasciato la parola ad Aprea, che ha rinnovato simbolicamente la premiazione avvenuta al teatro dell’Unione. “Io ti conferisco questo premio Mattia Torre 2026, nonché il premio del pubblico”, ha annunciato l’attore, consegnando a Sani le opere realizzate dal maestro Ferdinando Codognotto.
“En plein!”, ha aggiunto Aprea, rivolgendosi al vincitore, visibilmente emozionato e rimasto senza parole. “Premi che si abbinano a questo premio, cioè esserti esibito su questo palco”, ha detto Aprea.
“Questo era parte del premio”, ha confermato Diego Bianchi, ricordando che la possibilità di portare il monologo davanti al pubblico di Propaganda Live rientrava tra i riconoscimenti previsti dal concorso.
Dopo i complimenti, Sani, Aprea e Amorosino hanno lasciato il palco. Diego Bianchi ha quindi chiuso il momento dedicato al premio Mattia Torre richiamando il protagonista del monologo: “Siamo stati tutti forse Lucio”.
Un riferimento al finale del testo, in cui il finto papà di Lucio arriva alla conclusione che quel bambino “forse non era stanco, fragile, incapace di comunicare. Forse Lucio – ammette il protagonista – era solo un figlio di puttana”.


