Viterbo – “Stiamo lavorando alla bozza della legge regionale sulle aree idonee. È un lavoro che porterà i comuni e i territori della provincia di Viterbo, che hanno già dato, ad avere un parametro zero. Zero è un numero abbastanza chiaro, che chiarisce subito a tutti quella che è la situazione”.
Daniele Sabatini
Lo ha dichiarato il consigliere regionale Daniele Sabatini ieri sera, al termine dell’assemblea pubblica sulle rinnovabili organizzata a Bagnoregio da comitati, associazioni agricole e biodistretto.
A esprimere preoccupazione per i ritardi della regione Lazio era stato, all’inizio dell’assemblea, Lugo Favale, di Assotuscania e del Comitato ambiente Tuscia. Una preoccupazione emersa anche in altri interventi nel corso dell’incontro. Mentre altre regioni hanno già legiferato sulle aree idonee, il Lazio non ha ancora una legge, con il rischio di un intervento sostitutivo dello Stato.
Sabatini ha però escluso il rischio di un commissariamento da parte del governo.
Luca Profili
“La regione Lazio – ha sottolineato il consigliere di FdI – ha un’interlocuzione diretta con i ministeri e con il Consiglio dei ministri. Non c’è il rischio di commissariamento, soprattutto perché la regione Lazio, grazie alla Tuscia, quegli obiettivi sulla produzione di rinnovabili li ha già rispettati. Non si commissaria una regione perché non ha prodotto un pezzo di carta, ma perché non raggiunge gli obiettivi. Noi li abbiamo raggiunti. Quindi la fretta non serve”.
Giulio Zelli, Emanuela Socciarelli, Monica Tommasi
A rassicurare la platea anche il consigliere regionale Giulio Zelli, che ha spiegato le ragioni dei tempi lunghi: “Stiamo facendo un lavoro molto dettagliato per evitare ogni tipo di vulnerabilità – ha detto Zelli -. Le idee sulla provincia di Viterbo non sono cambiate. Il presidente Rocca le ha ricordate e le ricorderà. Non ci saranno contraddizioni rispetto a quanto detto. Le aree idonee non riguarderanno la provincia di Viterbo”.
L’incontro si era aperto con un videomessaggio del sindaco di Bagnoregio Luca Profili, che ha chiesto di dichiarare tutta la Tuscia area non idonea agli impianti.
Giuseppe Ciucci
Tra i presenti anche il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci e la sindaca di Montalto di Castro Emanuela Socciarelli, alla guida di uno dei territori con la maggiore concentrazione di fotovoltaico. Socciarelli ha espresso preoccupazione anche per i progetti eolici offshore, che rischiano di industrializzare il mare.
A fotografare lo squilibrio nella distribuzione degli impianti sono stati anche i numeri presentati durante l’assemblea. Secondo i dati regionali del 2023 illustrati dagli organizzatori, alla provincia di Viterbo era attribuito il 78,08% della producibilità da fonti rinnovabili del Lazio, contro il 13,70% di Latina, il 6,58% di Roma e l’1,64% di Frosinone. La Tuscia ospita inoltre oltre il 52% della potenza eolica regionale autorizzata e più del 94% di quella in fase di autorizzazione.
Favale ha infine illustrato le proposte del coordinamento ambientalista per la futura legge regionale, chiedendo maggiore tutela dei terreni agricoli e del paesaggio, criteri rigorosi per l’individuazione delle aree idonee e una pianificazione che eviti ulteriori concentrazioni di impianti nella Tuscia.
Simone Lupino



