|
|
Viterbo – (sil.co.) – Accusato di violenza sessuale e stalking dalla ex fidanzatina 17enne, assolto un giovane residente in un piccolo centro della Tuscia meridionale.
I fatti risalgono al 2020-2021. La coppia, che avrebbe cominciato a frequentarsi a febbraio, avrebbe avuto una relazione sentimentale cominciata a fine febbraio e proseguita nel periodo del Covid. Quando i genitori della ragazza hanno scoperto che la figlia aveva un fidanzato a loro non gradito, avrebbero fatto di tutto per separarli.
Nel frattempo i due giovani avrebbero avuto rapporti sessuali, non consensuali secondo la querela, sfociata in incidente probatorio, per cristallizzare le dichiarazioni della diciassettenne. Ma lunedì lo stesso pm Michele Adragna ha chiesto che l’imputato venisse assolto al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi. che ha concordato nonostante la strenua richiesta di condanna da parte dell’avvocato di parte civile della presunta vittima.
Secondo le conclusioni della procura, i rapporti sarebbero stati consensuali, nel corso del processo non sarebbero emersi abusi e la giovane avrebbe agito in modo libero, consapevole di quanto stana facendo. Si sarebbero visti regolarmente e lei stessa lo avrebbe raggiunto a casa, con l’autobus e anche con la bicicletta, come sottolineato dalla difesa.
Le chat della coppia, passate al setaccio da un consulente informatico, non avrebbero rilevato nulla di allarmante nei messaggi scambiati tra l’imputato e la ex, mentre gli amici hanno parlato di rapporti normali e affettuosi. Nessuna sofferenza sarebbe inoltre emersa dalla consulenza psicologica sulla persona offesa.
“La giovane soffriva di stress post traumatico, a causa dei rapporti che lui le estorceva “, secondo l’avvocato di parte civile della presunta vittima, che ha chiesto le venissero riconosciuti un risarcimento in sede civile e una provvisionale. La legale ha sottolineato come in più occasioni la sua assistita fosse stata difesa anche dai fratelli e come ci siano prove non solo della violenza ma anche di stalking, dopo la rottura, quando i genitori hanno dovuto rifare la recinzione e mettere un sistema di videosorveglianza a casa, rimarcando la non casualità dell’incontro avvenuto alla stazione.
La difesa, invece, ha tra l’altro ricordato come i genitori della ragazza avessero provato “un’avversione a pelle” nei confronti dell’imputato, minacciando la figlia di “mandarla via di casa, se non lo avesse lasciato”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
