Civita Castellana – Guerra tra pusher nordafricani a Civita Castellana culminata in due agguati in tre giorni a colpi di roncola e di machete, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per spaccio e minaccia aggravata in concorso di tre dei quattro marocchini condannati per il tentato omicidio di via Ferretti, un 32enne, un 29enne e un 25enne, tutti detenuti a Civitavecchia da oltre un anno e mezzo. Davanti al gup Daniela Rispoli per droga anche un quarto connazionale, pure lui 29enne, l’unico a piede libero.
Civita Castellana – I controlli dei carabinieri
Due agguati in tre giorni. Al terzetto che faceva parte del commando che domenica 16 marzo 2025 ha bloccato in via Ferretti la vettura su cui viaggiavano due rivali tunisini di 23 e 28 anni, aggredendoli violentemente a colpi di machete e armi da taglio, viene contestato un altro gravissimo episodio avvenuto tre giorni prima.
Aggressione con la roncola. Era il 13 marzo dell’anno scorso quando avrebbero aggredito un 43enne italiano brandendo contro di lui una roncola, nella zona di via Rio Purgatorio, minacciando di ucciderlo se avesse continuato a frequentare il gruppo rivale dei pusher tunisini. La vittima, parte offesa nel procedimento, sarebbe stata colpita al volto e alla testam riportando un taglio profondo e la spacatura del setto nasale, oltre a varie lesioni da difesa.
Condanne per 32 anni. La vicenda dell’aggressione di via Ferretti si è conclusa a luglio 2026 con la quarta e ultima condanna, portando il totale delle pene inflitte in primo grado a 32 anni di carcere, in media 8 anni di reclusione ciascuno, per tentato omicidio e lesioni aggravate di quattro marocchini, tra cui i tre della roncola.
Al via l’udienza preliminare. Lo scorso 10 dicembre, nel frattempo, il pubblico ministero Paola Conti ha chiesto il rinvio a giudizio per una serie di episodi di spaccio avvenuti tra ottobre e novembre 2024 e l’agguato con la roncola del 13 marzo 2025, Per i tre imputati in carcere e il quarto indagato a piede libero si è aperta nei giorni scorsi l’udienza preliminare, che riprenderà il prossimo mese di gennaio.
Spaccio anche davanti a minori. Molteplici blotz antidroga dei carabinieri documentano un’attività di cessione di sostanze stupefacenti capillare e quotidiana a Civita Castellana, concentrata nell’autunno di due anni fa. I primi episodi contestati risalgono al 10 ottobre 2024 al Boschetto, con cessioni di dosi di cocaina e hashish a una coppia di assuntori italiani alla presenza di minori. I successivi 10, 13 e 17 novembre, ulteriori cessioni sarebbero avvenute nello stesso parco e in via Fiume Treja ad altri acquirenti, sempre italiani. Il 19 novembre, infine, altri spacci sono stati accertati presso il Dog Park di via Centonze a Civita Castellana, con cessioni di cocaina destinate a quattro assuntori, tre dei quali italiani.
Silvana Cortignani
Il pubblico ministero Paola Conti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

