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Sportelli unici attività produttive e transizione digitale, la provincia sempre più “casa dei comuni”

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Viterbo – (g.f.) – Sportelli unici attività produttive e transizione digitale, la provincia sempre più casa dei comuni. Palazzo Gentili, attraverso accordi quadro specifici, mette a disposizione servizi ai vari centri. Un aiuto, non solo burocratico ma anche economico. Per il Suap, ad esempio, aderendo all’accordo, tramite delibera di giunta.

Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


L’amministrazione provinciale si fa carico del costo annuale, pari a 500 euro, ma anche del professionista di supporto, spesa ben più consistente e non indifferente soprattutto per le realtà più piccole, nonostante si tratti di sostenere un servizio utile.

Lo sportello unico per le attività produttive è l’accesso telematico cui gli imprenditori fanno riferimento per sbrigare pratiche amministrative. La funzione è semplificare la burocrazia. Con un’unica pratica, è poi lo sportello a smistarla ai soggetti coinvolti, Asl, Arpa e altre realtà. Che funzioni in ogni comune è interesse tanto del pubblico quanto del privato.

“Lo vogliamo potenziare e mettere a disposizione dei comuni – spiega il presidente della provincia Alessandro Romoli – farci carico, assorbendoli, i costi, nell’ottica di provincia casa dei comuni. A servizio del territorio, aziende e comuni. Un grande passo avanti”. Al momento, hanno aderito già sedici comuni a un’iniziativa che fa capo alla camera di commercio e all’azienda speciale.

Un altro intervento che l’amministrazione provinciale ha allargato ai comuni, riguarda la transizione digitale. Novecentomila euro a disposizione, che a via Saffi hanno deciso di destinare a servizi per i comuni, nella sicurezza informatica e non solo. Altro punto, riguarda la condivisione di procedure, pratiche, finanziamenti, che la provincia s’impegna a segnalare ai sessanta centri della Tuscia.

In questo caso non servono accordi o delibere, essendo una sorta di mailing list. “Con queste iniziative, cui ne seguiranno altre – ha detto stamani in assemblea dei sindaci Romoli – puntiamo a fornire servizi ulteriori ai comuni, economizzando. Un po’ come abbiamo fatto e stiamo facendo con i concorsi banditi, mettendo poi a disposizione delle realtà locali le graduatorie. Evitando a loro volta di far partire procedure impegnative e costose, specie per le realtà più piccole”.


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