Viterbo – “Siamo stati e saremo sempre fedeli all’Italia e all’Arma”, hanno detto commossi questa mattina al teatro dell’Unione Ivaldo e Franco Sassara, fratelli gemelli di 75 anni, quando hanno riconosciuto i loro nomi tra i documenti esposti in occasione del centenario della sezione di Viterbo dell’Associazione nazionale carabinieri, intitolata a Pietro Cuzzoli. Insieme fin dall’ingresso alla scuola allievi, hanno condiviso tutta la carriera da carabinieri. “Dal lontano 4 maggio 1971 fino a quando non siamo andati in pensione”.
I fratelli Ivaldo e Franco Sassara
Ma alla cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni non c’erano soltanto carabinieri in congedo. All’associazione, infatti, possono aderire anche familiari e simpatizzanti. Come Lucia Celestini, 93 anni, che si è fatta largo tra la platea del teatro dell’Unione aiutandosi con un bastone, ma ancora attivissima nella vita associativa. Da vent’anni nell’associazione, ancora oggi è sempre presente nei momenti di rappresentanza, mentre fino a qualche anno fa si recava anche nelle case di riposo per tenere compagnia agli ospiti delle strutture.
E ancora una rappresentanza del gruppo di protezione civile, guidato dal presidente Paolo Cecchi, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività. Una festa nella festa anche per loro. Sempre attivi sul territorio, hanno da poco concluso anche quest’anno il servizio per la campagna antincendio estiva. “Per fortuna questa estate, nonostante il caldo, a Viterbo ci sono stati meno incendi rispetto ad altre province”, racconta Cecchi. Un’attività di controllo del territorio svolta anche attraverso telecamere che permettono di sorvegliare i circa 200 chilometri quadrati del comune di Viterbo.
Sono stati premiati poi i soci per gli anni di militanza nell’associazione, chiamati uno a uno a ricevere un attestato come riconoscimento dell’impegno e della fedeltà ai valori dell’Arma.
Fuori e dentro il teatro, anche i mezzi storici dei carabinieri e le uniformi d’epoca. Da una Fiat 508 C utilizzata nel 1940 in Libia alle divise storiche: quella marrone dell’epoca coloniale, quella di un capitano di cavalleria dell’Ottocento e un’altra da ufficiale in servizio durante la Seconda guerra mondiale. A indossarle, tra gli altri, Erik Leoni e Alessandro Giribaldi, arrivati da Fiumicino con la rappresentanza della locale Associazione nazionale carabinieri guidata da Fausto Del Vecchio.
Centenario associazione nazionale carabinieri
“Cento anni rappresentano un traguardo straordinario che racchiude la storia di intere generazioni di carabinieri, di uomini che hanno servito le istituzioni e che, anche dopo aver lasciato il servizio attivo, hanno continuato a riconoscersi nei valori dell’Arma – ha detto il presidente della sezione viterbese Bernardino Colageo –. La nostra storia ebbe inizio nel lontano 1926, quando il maresciallo maggiore dei carabinieri reali Loreto Luigi Gobbi, primo presidente della sezione, insieme ad altri commilitoni, diede vita a questa realtà associativa.
Fu un’iniziativa nata dal desiderio di mantenere vivo quel legame di fratellanza, solidarietà e appartenenza che unisce i carabinieri ben oltre il periodo trascorso in servizio. Quegli uomini probabilmente non avrebbero mai immaginato che, a distanza di un secolo, la loro iniziativa sarebbe stata ricordata e celebrata con tanta partecipazione e affetto. Eppure, proprio grazie alla loro lungimiranza, oggi siamo qui”.
“Il nostro centenario non vuole essere soltanto una celebrazione del passato, ma soprattutto un impegno verso il futuro. Vogliamo che questa ricorrenza lasci un segno nella memoria della città e soprattutto nella coscienza delle nuove generazioni, perché le persone passano, gli incarichi terminano, ma i valori autentici rimangono”.
Non chiamateli però ex carabinieri, come ha sottolineato il generale di divisione Pasquale Muggeo, ispettore regionale per il Lazio dell’Associazione nazionale carabinieri: “Perché noi rimaniamo carabinieri, non più in servizio attivo, ma carabinieri nell’animo. Perché il carabiniere non va mai in congedo. Va in congedo naturalmente dall’attività di servizio attivo, ma non vanno in congedo certi ideali, non vanno certo in congedo i valori prestati con il giuramento, lo spirito di solidarietà che è nell’animo del carabiniere”.
Muggeo ha ricordato anche le tante attività svolte dall’associazione a livello nazionale, a partire dalla protezione civile e dal volontariato.
“Abbiamo i nuclei di protezione civile, con una colonna mobile in grado di raggiungere in tempi molto veloci le zone colpite da calamità. Sono tre le colonne mobili presenti in Italia. Abbiamo oltre 300 organizzazioni di volontariato che collaborano con i Comuni, perché spesso, specialmente le piccole amministrazioni comunali, non ce la fanno naturalmente a seguire tutte quelle che sono le attività. Attività che sono sussidiarie, ma importantissime”.
Bernardino Colageo
“Mi riferisco – ha continuato Muggeo – alle figure note del nonno vigile, per esempio, davanti alle scuole, che è una figura fondamentale; l’assistenza durante processioni e quant’altro. E anche a quelle attività di divulgazione presso le scuole. Per farvi un esempio, noi abbiamo una sezione che riunisce tutti coloro che hanno prestato servizio presso un reparto unico, non in Italia, ma al mondo, che è il Comando tutela patrimonio culturale, che si occupa del recupero delle opere del nostro immenso patrimonio culturale”.
Poi la presentazione del libro ufficiale del centenario, “L’uniforme nel cuore”, realizzato dalla scrittrice Roberta Mezzabarba, da dodici anni membro dell’associazione. Un libro illustrato pensato per lettori di tutte le età, che attraverso la storia di nonno Fedele, intento a raccontare al nipote Christian il passato dell’Arma dei carabinieri e dell’Associazione nazionale carabinieri di Viterbo, vuole far conoscere anche ai più giovani la storia e i valori dell’associazione.
Un capitolo speciale del libro dedicato al brigadiere Pietro Cuzzoli, al quale è intitolata la sezione viterbese, ucciso insieme all’appuntato Ippolito Cortellessa dai terroristi di Prima Linea l’11 agosto 1980 a Viterbo.
Spazio poi ai giovanissimi, con la premiazione del concorso per la realizzazione del logo del centenario. Protagonisti gli studenti della classe quinta dell’indirizzo Grafica del liceo artistico Francesco Orioli di Viterbo, che hanno realizzato i bozzetti per la ricorrenza, nell’ambito della collaborazione con Poste Italiane per la cartolina commemorativa e l’annullo filatelico speciale dedicati ai cento anni della sezione.
Ad accompagnarli al teatro dell’Unione la dirigente scolastica Maria Federici e il professor Pier Paolo Giacobbi. Tutti gli studenti hanno ricevuto un attestato e un cappellino dell’associazione come riconoscimento per il lavoro svolto. A vincere il concorso è stata Laura Vitale, autrice dell’elaborato scelto per rappresentare il centenario.
La Fiat 500 8 C utilizzata dai carabinieri in Libia nel 1940
A segnare le celebrazioni anche il gemellaggio tra le sezioni dell’Associazione nazionale carabinieri di Viterbo e Fiumicino, con la consegna alla sezione viterbese di una bandiera storica risalente agli anni Venti del Novecento.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il prefetto Sergio Pomponio, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il deputato Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini e l’assessore comunale Giancarlo Martinengo. Presenti anche il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alfredo Antro, e i rappresentati di polizia e forze dell’ordine.
Simone Lupino



