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Striscione “Remigrazione”, scatta l’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi

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Viterbo - Piazzale Gramsci - Lo striscione Remigrazione

Viterbo – Piazzale Gramsci – Lo striscione Remigrazione

Matteo Orfini

Matteo Orfini

Viterbo – Interrogazione parlamentare contro lo striscione “Remigrazione” di piazzale Gramsci a Viterbo.

A presentarla il gruppo Pd-Italia democratica e progressista della camera dei deputati. Primo firmatario Matteo Orfini, che lo scorso 27 settembre ha preso parte al festival Vogliamo tutto, organizzato dal circolo Arci Il Cosmonauta a Pianoscarano, annunciando già allora l’iniziativa.

Destinatario dell’iniziativa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

L’obiettivo dell’interrogazione parlamentare è “sapere se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e quali valutazioni di competenza siano state compiute dalla prefettura di Viterbo affinché criteri e direttive regolino gli interventi delle autorità di pubblica sicurezza su striscioni, bandiere e messaggi politici visibili da luoghi pubblici; se il Ministro interrogato non ritenga opportuno chiarire i criteri e le motivazioni adottate per le diverse azioni di intervento, per quali motivazioni a Putignano sia stato effettuato un intervento diretto su una proprietà privata e a Genova sia stato rimosso uno striscione scolastico, mentre a Viterbo non risulti analogo intervento della polizia di stato, precisando che, a giudizio dell’interrogante, i due striscioni rimossi a Putignano e a Genova esprimevano messaggi di pace e di inclusione mentre quello di Viterbo veicola un messaggio di odio; se il Governo intenda verificare, per quanto di competenza, l’uniformità dei criteri applicati dalle forze dell’ordine sul territorio nazionale, garantendo al contempo libertà di espressione, imparzialità amministrativa e tutela contro messaggi discriminatori”.

“A Viterbo, in piazzale Antonio Gramsci – si legge nell’interrogazione –, da diversi mesi è stato collocato su un edificio privato uno striscione recante la scritta ‘Remigrazione’, insieme a quattro cartelli con analogo contenuto e, secondo quanto riferito dalla stampa locale, l’installazione è stata realizzata senza titolo autorizzativo; il 20 novembre 2025 la polizia locale ha redatto il verbale n. 91 del 2025, contestando quindi la violazione della disciplina comunale sulle esposizioni pubblicitarie; inoltre, con l’ordinanza dirigenziale n. 409 del 15 giugno 2026 il comune ha disposto la rimozione dello striscione e dei cartelli, assegnando dieci giorni per il ripristino dei luoghi e prevedendo, in caso di inerzia, la rimozione d’ufficio con addebito delle spese al responsabile; ma, decorso tale termine, l’installazione è rimasta visibile e il comune non ha proceduto immediatamente all’esecuzione coattiva del provvedimento; difatti il 10 settembre 2026 l’amministrazione comunale ha richiesto pareri istituzionali, compreso quello della prefettura, prima di decidere sull’eventuale rimozione forzata o sulla regolarizzazione dell’installazione”.

“La presenza dello striscione – prosegue l’interrogazione del Pd – ha determinato proteste e segnalazioni da parte di cittadini e associazioni, tra cui firmatari di un comunicato diffuso da Arci, che hanno notificato alla sindaca e alla dirigente del IV settore una diffida ad adempiere, concedendo ulteriori trenta giorni per la rimozione e preannunciando, in caso di inerzia, la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria; l’associazione La Fortezza ha contestato la qualificazione dello striscione come mezzo pubblicitario, sostenendone la natura politica e la collocazione su proprietà privata, mentre altri soggetti hanno invece interpretato il messaggio come propaganda xenofoba o razzista, chiedendone la rimozione anche in ragione della sua visibilità da una piazza pubblica”.

“In precedenti episodi – sottolinea infine il documento che chiama in causa il ministro dell’Interno –, le autorità di pubblica sicurezza sono intervenute direttamente rispetto a messaggi politici esposti su proprietà private o in contesti istituzionali. Infatti, il 13 maggio 2025, a Putignano, durante il passaggio del Giro d’Italia, personale di polizia è intervenuto presso un’abitazione privata sulla quale era esposta una bandiera palestinese, invitando il proprietario a rimuoverla o ripiegarla; secondo quanto riferito dalla questura di Bari, l’intervento è stato motivato da esigenze di ordine pubblico. Il 25 settembre 2026, presso la scuola primaria Daneo di Genova, personale della polizia di stato ha rimosso uno striscione recante la frase ‘Qui nessuno è straniero’, esposto nell’ambito di un’iniziativa dedicata alla pace, all’inclusione e ai diritti umani”.

Daniele Camilli


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