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Chia – Il termine per lasciare la Torre di Chia è scaduto, ma Gabriele Gallinari è rimasto nell’immobile e ha presentato ricorso al Tar. Chiede di sospendere il provvedimento di reintegra in attesa della sentenza definitiva sulla proprietà dell’ultimo rifugio di Pier Paolo Pasolini.
I trenta giorni concessi dalla regione Lazio si sono conclusi il 7 ottobre. Da ieri l’Università agraria di Chia può avviare lo sfratto esecutivo. Gallinari è in attesa che il Tar fissi l’udienza.
“Perché tanta urgenza nel cacciarmi via dalla mia prima casa prima ancora che la sentenza sia definitiva, se la proprietà è ben custodita ed è già aperta al pubblico?”, domanda in un nuovo video girato ieri dalla torre.
Gallinari ha acquistato l’immobile dagli eredi di Pasolini nel 2021 e lo ha restaurato a proprie spese, sotto la supervisione della soprintendenza, riaprendolo al pubblico. Nel 2025 una sentenza di primo grado ha riconosciuto sul bene un uso civico a favore dell’Università agraria, che ne rivendica la natura collettiva.
Contro quella decisione Gallinari ha presentato appello: l’udienza di merito è fissata per il 2028. A maggio di quest’anno la corte d’appello di Roma ha respinto la richiesta di sospensiva. Su questa base la regione Lazio ha avviato la reintegra.
Nel suo video Gallinari sostiene di avere salvato la torre dalla rovina con un acquisto regolare, vendendo la casa in cui viveva e facendo affidamento nelle istituzioni. “La mia casa, tutti i soldi spesi, la mia vita”, dice.
“Sento parlare di interesse pubblico”, aggiunge. “E allora chiedo: interesse pubblico non è anche e soprattutto la tutela del diritto alla proprietà, del diritto alla casa, dell’affidamento che il cittadino fa nelle istituzioni?”.
Intanto la petizione “Pasolini ‘abusivo’? Salviamo la sua torre!”, promossa da Gallinari su Change.org, ha raggiunto 25.714 firme, secondo il conteggio verificato nelle prime ore di oggi, 9 ottobre. Il comunicato diffuso ieri segnalava quasi duemila sottoscrizioni raccolte nelle 24 ore precedenti.
Chia – La torre di Pasolini
La richiesta alle istituzioni è di sospendere la reintegra fino alla sentenza definitiva e, qualora venga confermata, riconoscere a Gallinari un indennizzo per le spese sostenute in buona fede. Sul caso sono intervenuti, tra gli altri, Liliana Cavani, Marco Tullio Giordana e Dante Ferretti.
Il videoappello pubblicato martedì 6 ottobre sui canali di Change.org Italia aveva raccolto, secondo i dati diffusi ieri, circa 185mila visualizzazioni complessive tra Instagram e TikTok.
“Avere superato in così pochi giorni venticinquemila firme è una cosa importante”, conclude Gallinari nel video di ieri. “La gente si rende conto di cosa sta accadendo e attraverso la firma esprime la sua opinione”.

