Civitavecchia – Uccise la moglie a colpi di padella, Giulio Camilli scomparso dalla Rsa in cui si trovava ai domiciliari.
Giulio Camilli
È scomparso dalla Rsa in cui si trovava agli arresti domiciliari ed è irreperibile da tre mesi. Non si hanno più notizie di Giulio Camilli, 76 anni, il pastore accusato del femminicidio della moglie Rosa D’Ascenzo, 71 anni, uccisa il primo gennaio 2024 nella loro abitazione nelle campagne di Sant’Oreste, in provincia di Roma.
A lanciare un appello è stata la sorella Felicetta, che si è rivolta alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” per chiedere aiuto e invitare chiunque possa aver visto l’uomo a farsi avanti.
Giulio Camilli a Chi l’ha visto?
Camilli si sarebbe allontanato il 10 luglio dalla Rsa Bellosguardo di Civitavecchia, dove si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ucciso la moglie. Da quel momento non si avrebbero più sue notizie.
“È stato cercato anche dai carabinieri, ma finora nessuna traccia”, ha raccontato la sorella alla trasmissione. La donna ha spiegato che dietro la struttura c’è un boschetto e che la Rsa si trova a circa cento metri dal mare. Non è escluso, secondo quanto ipotizzato dalla familiare, che l’uomo possa essersi diretto in quella zona, anche se al momento non ci sono certezze sulla sua destinazione.
La sorella ha quindi chiesto a chiunque abbia informazioni di comunicarle, nella speranza di riuscire a rintracciarlo.
Giulio Camilli a Chi l’ha visto?
Come riconoscerlo
Giulio Camilli ha 76 anni, è alto circa un metro e 60, ha i capelli brizzolati e gli occhi verdi. È senza denti.
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Il femminicidio di Rosa D’Ascenzo
La vicenda giudiziaria risale al primo gennaio 2024. Quella sera Camilli si presentò al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana con il corpo senza vita della moglie, raccontando che la donna era caduta dalle scale di casa dopo un malore.
Una versione che non avrebbe trovato riscontro negli elementi raccolti dagli investigatori. Secondo la ricostruzione dei carabinieri e della procura di Tivoli, infatti, l’uomo avrebbe aggredito la 71enne nel casolare isolato in cui vivevano, nelle campagne di Sant’Oreste, colpendola ripetutamente alla testa, anche con una pesante padella di ferro.
Successivamente avrebbe caricato il corpo della moglie in auto e percorso circa 17 chilometri fino all’ospedale di Civita Castellana. Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che la donna era morta già da alcune ore quando il marito arrivò al pronto soccorso.
A smentire l’ipotesi di una caduta accidentale sarebbero state soprattutto le ferite riscontrate sul corpo della vittima e le tracce di sangue individuate durante il sopralluogo nell’abitazione. I carabinieri avrebbero rilevato residui ematici su diversi oggetti, tra cui utensili, una pesante pentola di ferro e un tubo metallico rinvenuto in cucina, oltre che sul frigorifero, sul lato esterno della porta d’ingresso e su un pezzo di legno all’esterno del casolare.
Per la morte di Rosa D’Ascenzo, conosciuta affettuosamente come Rosetta, il marito era stato sottoposto agli arresti domiciliari nella struttura di Civitavecchia dalla quale si è poi allontanato. Ora l’appello della sorella riporta l’attenzione sulla sua scomparsa e sulla necessità di raccogliere eventuali segnalazioni utili a rintracciarlo.



