Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La provincia di Viterbo, a maggioranza, ha votato per invitare la sovrintendente ai Beni Culturali, che si occupa della Tuscia, a nascondere la scritta “Casa del Balilla”, sulla facciata del liceo intitolato al più importante partigiano del Viterbese, fucilato a Forte Bravetta nel 1944 dai nazifascisti.
Cattiva sorte quella del professor Mariano Buratti, che proprio nella scuola dove aveva insegnato Filosofia e reclutato alcuni suoi allievi per azioni di resistenza sui monti Cimini, è stato in qualche modo rinnegato dalla volontà della sovrintendente di ripristinare la scritta di epoca fascista, cancellata dal tempo, durante i lavori di restauro dell’edificio.
L’Anpi provinciale, in totale accordo con la gran parte degli insegnanti e studenti del liceo, ha promosso presidi sotto la scuola e le sedi istituzionali per correggere un atto aggravato anche dal fatto che il liceo porta il nome di un eroe della Resistenza.
Cattiva sorte quella di Mariano Buratti anche nel suo paese natale, Bassano Romano, dove è stata tolta l’intitolazione del liceo locale al suo concittadino più importante, per dedicarla a Vincenzo Giustiniani, il feudatario che alla fine del 1.500 fece costruire un palazzo per segnalare il suo potere sul borgo.
Un’altra offesa a chi ha dato la vita per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.
Il presidio sotto la provincia, di associazioni, forze politiche e sindacali ha prodotto un mezzo risultato, non solo perché si è fatto l’invito per la copertura e non la cancellazione di ciò che inopinatamente è stato ripristinato, ma soprattutto perché comunque l’ultima parola spetta alla sovrintendenza. Non è il caso di cantare vittoria perciò e soprattutto di smettere di vigilare sugli eventi
Loredana Fraleone
Segretaria provinciale Rifondazione Comunista di Viterbo/Tuscia
