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“Il cibo ha un valore economico, ambientale e sociale”

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Domenico Arruzzolo

Domenico Arruzzolo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Prevenire lo spreco, recuperare le eccedenze alimentari e rendere il cibo più accessibile alle persone in difficoltà: sono stati i temi al centro dell’incontro pubblico “Il valore del cibo. Insieme contro lo spreco”, svoltosi ieri nell’aula 14 del rettorato dell’università degli studi della Tuscia.

Promosso dal Lions Club Viterbo Ets, con il patrocinio dell’università della Tuscia e del comune di Viterbo, l’appuntamento si è tenuto in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari.

L’iniziativa ha riunito università, istituzioni, volontariato e cittadini per affrontare uno dei nodi più rilevanti dei sistemi alimentari contemporanei.

Dopo i saluti della professoressa Tiziana Laureti, rettrice dell’università della Tuscia, l’avvocato Gabriele Sabato, presidente del Lions Club Viterbo Ets, ha introdotto e moderato i lavori, richiamando il valore dell’impegno condiviso sul territorio.

Patrizia Notaristefano, assessora del comune di Viterbo con delega all’agricoltura e alla filiera agroalimentare del cibo, ha confermato l’impegno dell’amministrazione comunale verso la scrittura del piano del cibo. Un percorso che mira a dare continuità alle politiche alimentari locali, valorizzando filiere, sostenibilità e diritto a un’alimentazione adeguata.

Sul piano regionale, l’onorevole Daniele Sabatini ha ribadito la rilevanza del contrasto allo spreco alimentare, illustrando la proposta di legge regionale e sottolineando la necessità di strumenti capaci di sostenere prevenzione, recupero e redistribuzione.

Il dibattito si è quindi concentrato sul contributo della ricerca alla prevenzione dello spreco. Il professor Luca Secondi dell’università della Tuscia ha inquadrato il fenomeno lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo domestico, soffermandosi anche sul legame tra spreco, insicurezza e povertà alimentare. La prevenzione rappresenta il primo passo, mentre il recupero delle eccedenze sicure può rafforzare le reti di aiuto e raggiungere le persone più fragili.

La professoressa Ludovica Principato dell’università Roma Tre ha posto l’attenzione sulle abitudini quotidiane, dalla pianificazione degli acquisti alla conservazione degli alimenti, fino alla gestione delle porzioni e degli avanzi. La professoressa Clara Cicatiello dell’università della Tuscia ha presentato esperienze e innovazioni maturate nella ricerca europea, in particolare attraverso i progetti Lowinfood e Wastewise. Tecnologie per misurare gli scarti, piattaforme per la gestione delle eccedenze e nuovi modelli di collaborazione tra gli attori della filiera mostrano come la lotta allo spreco possa diventare un terreno concreto di innovazione sociale e ambientale.

Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore Odv, ha raccontato l’esperienza dell’emporio solidale “Alfio Pannega” di Viterbo, che recupera eccedenze e prodotti ancora commestibili grazie alla collaborazione con supermercati, panifici e attività commerciali locali. I volontari selezionano e confezionano gli alimenti, poi distribuiti alle famiglie del territorio. L’emporio affianca a questa attività percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, che hanno coinvolto cinque istituti e oltre 400 studenti.

L’incontro ha restituito un messaggio chiaro: il cibo ha un valore economico, ambientale e sociale. Ridurne lo spreco richiede conoscenza, politiche pubbliche e comportamenti responsabili, ma anche una rete stabile tra istituzioni, università, imprese, associazioni e comunità locale. Un impegno che si riconosce pienamente nel motto dei Lions: “We serve”.

Lions Club Viterbo Ets


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