Roma – “L’Italia migliore. Quella che serve il proprio paese con entusiasmo, orgoglio e dedizione. E l’Italia migliore va sempre difesa”. È uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto durante i funerali solenni dei quattro militari italiani morti nell’incidente in Bosnia.
Roma – Il ministro Guido Crosetto ai funerali dei militari morti in Bosnia
Una cerimonia carica di commozione, alla presenza delle istituzioni e dei familiari delle vittime, alla quale il ministro ha voluto affidare un messaggio di vicinanza e riconoscenza. “La Repubblica oggi è qui a questo funerale, lo stato unito è qui senza divisioni per rendere omaggio a questi quattro fratelli. La famiglia della Difesa è qui, con i familiari”, ha detto Crosetto.
Parole rivolte soprattutto a chi ha perso un figlio, un fratello, una persona cara. “Per voi erano i vostri figli, che avete tenuto in braccio, sono i ragazzi che avete visto correre”, ha ricordato il ministro, sottolineando come quei giovani siano diventati oggi “dei simboli, dell’orgoglio e della gioia di servire”. Un entusiasmo che, ha aggiunto, “nessuno meglio di voi conosce””.
Claudio Marchesi, Simone Ruggia, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo
Crosetto ha quindi ribadito il valore del servizio prestato dai quattro militari: “Sono diventati un simbolo della voglia, dell’orgoglio e della gioia di servire il proprio paese”.
Nel suo intervento il ministro ha raccontato anche un episodio avvenuto durante la sua visita in Bosnia, venerdì, quando si è recato a vedere i resti dell’elicottero. Ad accompagnarlo, ha spiegato, c’erano tutte le autorità del paese. Al momento della partenza gli si sono avvicinati tre rappresentanti delle diverse confessioni religiose, un musulmano, un ortodosso e un cattolico. “Si odiano da generazioni” ha raccontato Crosetto, riportando le parole che gli sono state rivolte: “Non riusciamo mai a trovare l’accordo su nulla, ma ci siamo messi d’accordo in un secondo oggi: noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi”.
Roma – Monsignor Gian Franco Saba benedice le salme dei militari morti in Bosnia
Un gesto che, nelle parole del ministro, testimonia quanto la tragedia abbia saputo unire anche comunità storicamente divise, nel segno della riconoscenza verso i militari italiani.
Nella mattinata di ieri, 2 novembre, l’aereo militare con a bordo le salme dei quattro militari era atterrato all’aeroporto di Ciampino. Ad accogliere il velivolo erano presenti il presidente della Repubblica, la presidente del Consiglio, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Dopo gli onori militari e la benedizione religiosa, i quattro feretri erano stati trasferiti all’ospedale militare del Celio, dove era stata allestita la camera ardente.


