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“A colpi di mazza sfasciano i bagni e nessuno sente: la provincia non spenderà più soldi per le riparazioni, chiuderemo le scuole”

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Viterbo – “A colpi di mazza sfasciano i bagni e nessuno sente: la provincia non spenderà più soldi per le riparazioni, chiuderemo le scuole”. Alessandro Romoli suona la campanella per i dirigenti scolastici delle scuole superiori. Chiamati oggi a via Saffi.

Viterbo - Provincia - La riunione coi dirigenti scolastici

Viterbo – Provincia – La riunione coi dirigenti scolastici


Col presidente della provincia il confronto è duro. Trecentomila euro di danni quest’anno gridano vendetta. I dirigenti non ci stanno a passare per quelli che se ne stanno con le mani in mano.

“È una situazione che non tollero più. L’amministrazione non ha più risorse – tuona Romoli – non spendo più soldi, chiudiamo gli istituti, se i danni lo rendono necessario. Ne ho già parlato con il prefetto”. La linea è chiara.

“A mazzate sfasciano i bagni e non c’è un bidello che sente – incalza Romoli – è un danneggiamento di beni pubblici che i dirigenti hanno in custodia. D’ora in poi, per ogni danno prendo e presento una denuncia contro ignoti”.

Viterbo - Provincia - La riunione coi dirigenti scolastici


Dai dirigenti, la rassicurazione: nessuno tollera niente. Come ha rimarcato la dirigente del comprensivo d’Acquapendente Luciana Billi. Non cambia la linea di Romoli: “Possibile che non si individuino i responsabili? I soldi pubblici vanno rispettati, io alzerò il tiro. Non mi darò pace finché i responsabili non saranno individuati”.

Ai diretti interessati non piace, ma la situazione che meglio descrive la riunione è che Romoli bacchetta i dirigenti. Salvo aggiustamenti sul finale, da politico navigato.

“Ma lei pensa che noi permettiamo certe situazioni? – si chiede Maria Federici dirigente Orioli -. Affrontiamo mille emergenze. Non lo deve dire a noi, siamo stanchi. Dall’ultima riunione a marzo non ci siamo girati i pollici, tutti i giorni lottiamo con queste situazioni. Ci bacchetta, sminuisce il nostro ruolo. Dobbiamo lottare insieme contro chi fa danni. Chiedo sostegno, non critiche. Non dobbiamo essere sminuiti nel nostro ruolo. Sennò non ce la possiamo fare”.

Danneggiamenti nelle scuole della Tuscia


Romoli rassicura, tutti dalla stessa parte. Ma l’argomento è delicato e altrettanto il filo del discorso. “Impossibile – rimarca Romoli – che non individuiamo un responsabile. Se prendo a martellate la finestra, si sente. Non dico gli alunni, ma i collaboratori difettano, chi sta lì a sorvegliare cosa fa? Se non lo dico a voi, a chi lo dico?”

I lavori li ha aperti il consigliere delegato all’edilizia scolastica Francesco Ciarlanti. Lanciando un appello: “Chiedo a voi – osserva Ciarlanti – d’arginare il fenomeno, che ci costa. Diventa difficile anche fare programmazione”. Le somme, i 300mila euro dell’ultimo anno, ad esempio, non provengono da stanziamenti, ma dal bilancio di palazzo Gentili. Tolti ad altri progetti.

Danneggiamenti nelle scuole della Tuscia


“Dobbiamo trovare quei 30-50 responsabili – osserva Romoli – che provocano i danni, perché di più non sono. Troviamoli e denunciamoli. Siamo al vostro fianco per questo, disponibili anche a venire nelle scuole e parlare insieme a voi coi ragazzi. Se non tenessi alle scuole, a questa situazione non vi avrei convocati”.

Alla fine, chi rompe, pagherà. Almeno nelle intenzioni.

Giuseppe Ferlicca


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