Roma – Sono rientrati oggi all’aeroporto militare di Ciampino i feretri dei quattro militari italiani morti giovedì scorso nello schianto di un elicottero CH-47 in Bosnia-Erzegovina.
Militari morti in Bosnia – L’arrivo a Ciampino
Ad accogliere le salme dei due sergenti dell’Esercito e dei due operatori della Croce Rossa, Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, erano presenti il Capo dello Stato Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e i ministri Tajani e Crosetto.
Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano sergenti dell’Aviazione dell’Esercito di stanza a Viterbo. Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci erano appartenenti al Corpo militare volontario della Croce rossa italiana. Ruggia, originario di Salerno, viveva a Viterbo da otto anni. Marchesi, nato a Orvieto, si era trasferito nel capoluogo della Tuscia tre anni fa.
Militari morti in Bosnia – L’arrivo a Ciampino – Crosetto, Meloni e Mattarella
I corpi sono stati trasferiti al policlinico militare Celio per l’allestimento della camera ardente, in attesa dei funerali.
È stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad accogliere all’aeroporto militare di Ciampino le salme dei quattro militari italiani caduti nell’incidente elicotteristico avvenuto il 29 ottobre scorso in Bosnia.
Il capo dello stato si è intrattenuto con i familiari delle vittime e ha reso omaggio ai caduti.
Le salme sono giunte a bordo di un volo militare. “Oggi Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura sono tornati in Italia – ha dichiarato il ministro della Difesa Crosetto – con loro, idealmente, un intero Paese che si stringe nel dolore e nella riconoscenza verso quattro servitori dello stato che hanno dato la vita per tutti noi. Nessuna parola potrà colmare il vuoto che lasciano nelle loro famiglie e negli affetti più cari. Ci inchiniamo davanti al loro sacrificio, con rispetto, commozione e gratitudine”.






