Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’assemblea pubblica del 30 ottobre e il consiglio comunale aperto del 31 ottobre, il Pd di Vetralla esprime forte preoccupazione per le prospettive delineate e chiede risposte concrete a tutela dei cittadini.
Vetralla
Abbiamo partecipato, nella serata del 30 ottobre, all’assemblea pubblica promossa dal comitato dei cittadini per affrontare la grave emergenza legata alla carenza dei medici di medicina generale sul territorio comunale. Una presenza che si è rinnovata questa mattina, 31 ottobre, in occasione del consiglio comunale aperto, richiesto dai consiglieri di minoranza Vetralla Unita, che ringraziamo per il loro impegno, proprio per portare all’attenzione delle istituzioni una problematica che rischia di compromettere concretamente il diritto alla salute di tanti cittadini.
Al termine del consiglio comunale, tuttavia, la nostra insoddisfazione rimane profonda. Alle legittime preoccupazioni della popolazione ed alle richieste di individuare soluzioni concrete non sono seguite risposte chiare e sufficienti. Anzi, le prospettive emerse appaiono legate essenzialmente a due misure temporanee che, a nostro avviso, non affrontano le cause del problema e non garantiscono un servizio di medicina territoriale adeguato e continuativo.
La situazione rischia di aggravarsi ulteriormente dal prossimo 1° dicembre, quando la carenza di medici potrebbe tradursi in disagi ancora più pesanti per la popolazione di Vetralla, soprattutto per le persone anziane, fragili e per tutti coloro che necessitano di un rapporto costante con il proprio medico di famiglia.
La prima ipotesi prospettata riguarda il possibile ricorso ai cosiddetti medici a gettone. Una soluzione che, allo stato attuale, è stata presentata come una possibilità, ma non come un intervento concretamente realizzato. E soprattutto, anche qualora venisse attuata, non potrebbe rappresentare una risposta strutturale all’emergenza.
Il consigliere Zelli ha ribadito in un articolo l’ingresso di un nuovo medico di medicina generale con decorrenza 19 ottobre. Chiarisca: si tratta dell’assunzione di un nuovo medico di base che assorbirà i pazienti dei due medici in uscita, oppure di un medico a gettone con incarico temporaneo o cos’altro? Quali saranno le prestazioni che potrà offrire e per quante ore giornaliere?
Il medico di famiglia non è semplicemente un professionista chiamato a prescrivere farmaci o consultare la documentazione sanitaria di un paziente. È una figura di riferimento che conosce le persone, le loro condizioni, il loro percorso clinico, ma anche il contesto familiare e sociale nel quale vivono. Il fascicolo sanitario elettronico è certamente uno strumento utile, perché raccoglie informazioni e documentazione clinica, ma non può sostituire integralmente la conoscenza personale, la continuità assistenziale e il rapporto umano che caratterizzano la medicina di famiglia.
La seconda ipotesi consiste nell’aumentare ulteriormente, attraverso una deroga, il massimale dei pazienti in carico ai medici di medicina generale già operativi a Vetralla, passando dagli attuali 1.500 fino a 1.800 assistiti.
Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a una misura che rischia di trasferire sui singoli professionisti il peso di una carenza che ha origini organizzative e amministrative e che richiede risposte da parte della ASL e delle istituzioni competenti. I medici di base presenti sul territorio stanno già sostenendo un carico di lavoro significativo, impegnandosi quotidianamente per garantire assistenza ai propri pazienti e, per quanto possibile, sopperire alle difficoltà esistenti.
Chiedere loro un ulteriore aumento degli assistiti significa gravare ancora di più su professionisti che hanno già manifestato le proprie difficoltà e che, anche per ragioni professionali ed etiche, potrebbero non essere nelle condizioni o non essere intenzionati ad assumersi questa ulteriore responsabilità.
La domanda, quindi, rimane inevasa: quali sono le soluzioni concrete che si intendono mettere in campo per garantire ai cittadini di Vetralla un adeguato numero di medici di famiglia?
E soprattutto, quale ruolo intende svolgere l’amministrazione comunale, a partire dal sindaco, per rappresentare con determinazione le istanze della propria comunità nei confronti della ASL e delle istituzioni sanitarie competenti?
Il comune non può certamente sostituirsi alla ASL, ma ha il dovere istituzionale e politico di farsi portavoce delle esigenze dei cittadini, sollecitare interventi, chiedere impegni precisi e pretendere tempi certi per il ripristino di un servizio essenziale.
Come Partito democratico abbiamo partecipato sia all’iniziativa promossa dai cittadini sia al Consiglio comunale aperto, perché riteniamo che il tema della salute debba essere affrontato senza divisioni e con la massima attenzione. La preoccupazione espressa dai cittadini è reale e merita risposte altrettanto concrete.
Non possiamo considerare risolutivi interventi che si limitano a tamponare l’emergenza, senza garantire continuità assistenziale e senza una prospettiva organizzativa di lungo periodo.
La salute non può essere considerata un servizio da gestire attraverso soluzioni provvisorie, né una responsabilità da scaricare sui professionisti che già operano con grande impegno sul territorio.
Per questo chiediamo che vengano chiariti gli interventi che la ASL intende realmente attuare, quali siano i tempi previsti, quali garanzie verranno offerte ai cittadini a partire dal 1° dicembre e quale impegno concreto assumerà l’Amministrazione comunale per tutelare il diritto alla salute della comunità di Vetralla.
I cittadini non hanno bisogno di ulteriori rassicurazioni generiche o di ipotesi ancora da verificare. Hanno bisogno di sapere a chi potranno rivolgersi per essere curati.
Il diritto alla salute è un diritto fondamentale e deve essere garantito a tutti, senza lasciare indietro nessuno.
Circolo Pd Vetralla Nicoletta Brama
