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I Pirati della Bellezza: quando la cultura è un canto libero, è pensiero, è azione

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Viterbo – Cos’è la cultura? Per alcuni celebrazione, per altri autocelebrazione. Per i Pirati della bellezza, la cultura è un canto libero, è pensiero, è azione.

Pirati delle Bellezza - Pietrangelo Buttafuoco con Carlo Galeotti

Pirati delle Bellezza – Pietrangelo Buttafuoco con Carlo Galeotti


Quest’anno il festival, diretto da Carlo Galeotti e realizzato insieme al suo staff di amici e collaboratori, è giunto alla sua sesta edizione, e ha regalato al pubblico otto appuntamenti, tutti gratuiti e tutti sold out, realizzati nelle sale auditorium di Fondazione Carivit e Unindustria del polo culturale di Valle Faul. Oltre 3500 spettatori, mille libri offerti gratuitamente al pubblico quest’anno.

La prima piratessa del festival è stata la mitica Serena Dandini, che ha presentato il suo libro, una storia tutta al femminile sulle donne che hanno costruito la Repubblica.

Serena Dandini

Serena Dandini


La sua intelligenza e la sua ironia hanno travolto il numerosissimo pubblico che le due sale non sono riuscite a contenere, ricordando a tutti che di fronte alle domande più difficili della vita, “la risposta è una sola, è dentro di te, ma è sbagliata”.

La seconda serata ha visto come protagonista l’uragano Antonio Di Pietro. Un pezzo della recente storia d’Italia, che con le sue inchieste nei primi anni Novanta ha messo in crisi la prima Repubblica, scoperchiando un vaso di Pandora di corruzione e tangenti. Bellissimo il suo ricordo dei giudici Giuseppe Livatino, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro


Paolo Mieli nella terza giornata del festival ha raccontato, con la sua capacità unica di visione e di sintesi, un mondo in guerra, dove attualmente ci sono 65 conflitti in contemporanea. La mancanza più profonda in un presente così difficile, è, per il grande giornalista, che ha diretto i maggiori quotidiani italiani, quella dei leader. Eppure per Mieli, inguaribile ottimista che ha raccontato corsi e ricorsi storici, il meglio deve ancora venire.

Paolo Mieli

Paolo Mieli


Il quarto amico dei Pirati è stata in realtà una intera famiglia. Quella di Margaret Mazzantini, che in un evento meraviglioso ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in filologia moderna dall’Università degli Studi della Tuscia. Con lei, sul palco il marito Sergio Castellitto e i loro quattro figli.

Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto

Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto


Un’immagine bellissima, che nessuno scorderà, per celebrare la forza e la bellezza della parola nei libri della scrittrice, diventati poi anche splendidi film con la regia di Castellitto.

Gaia Tortora

Gaia Tortora


Poi è stata la volta di Gaia Tortora, la cui esistenza porta il segno indelebile di un’ingiustizia. Quella subita dal padre Enzo, conduttore di Portobello. Arrestato per un errore giudiziario quando lei era adolescente. Un dolore mai sanato, che l’ha portata ad avvicinarsi a Ilaria Cucchi e Gino Cecchettin. Con la convinzione che nessuno si salva da solo, e che soltanto attraverso il confronto di posizioni opposte si cresce.

Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno Guerri


Un gradito ritorno al festival è poi stato quello di Giordano Bruno Guerri, uno degli ospiti più amati dal pubblico dei pirati. Guerri, attraverso il suo nuovo libro, ha raccontato storie aneddoti e tantissime curiosità sul rapporto tra fascismo e futurismo. E lo ha fatto con il sorriso, con intelligenza e ironia. Un affresco vivo e a tratti anche leggero e scanzonato di un tempo, i primi del Novecento, difficile da dire. Ancor più da codificare. Sullo sfondo di un’Italia che si scopriva fascista, l’amicizia tra Gabriele D’Annunzio e Tommaso Marinetti, tra passioni comuni e una manìa, quella per il numero 11.

Il filosofo Gino Roncaglia

Il filosofo Gino Roncaglia


Altro attesissimo ritorno quello di Gino Roncaglia, pioniere italiano degli studi filosofici sull’intelligenza artificiale. Che chiarendo dubbi e ponendo nuove domande, ha spalancato al pubblico una finestra su un futuro che è già qui. E a cui però nessuno è preparato. Una grazia particolare quella del filosofo, membro dell’Accademia dei Lincei, nel rendere accessibili a tutti argomenti ancora ostici a molti.

Il gran finale del festival è stato affidato alla bravura, all’intelligenza, all’ironia, alla poesia e alla dolcezza dell’istrione del giornalismo e della cultura italiana, Pietrangelo Buttafuoco. La sua leggerezza, che come scriveva Calvino non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore, ha regalato la chiusura più bella.

Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco


Il presidente della Biennale di Venezia ha incantato il pubblico, portandolo con sé nel suo mondo, fatto di conoscenza, di cultura, di ironia e di bellezza. Sarebbe stato difficile per chiunque parlare in una giornata in cui nella città dei papi era lutto cittadino per la scomparsa prematura in Bosnia dei due militari Antares di stanza a Viterbo.

Pirati della Bellezza - Gino Roncaglia

Pirati della Bellezza – Sesta edizione


Ma con lui c’è sempre da imparare e restare stupiti. Per la grandissima caratura umana e professionale e per quella capacità unica di incantare con le parole e di portare in alto con lui, lì dove i pirati della bellezza volano con gli elicotteri…

Irene Temperini


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