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Processo bis per violenza sessuale a Luigi Sepiacci, parlano le vittime

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Luigi Sepiacci

Luigi Sepiacci

Roma – (sil.co.) – Nel vivo il processo romano per violenza sessuale a Luigi Sepiacci, il professore 80enne ex direttore dell’Accademia di Belle Arti condannato lo. scorso 20 aprile a Viterbo a quattro anni per abusi su una studentessa risalenti al 20 febbraio 2023.

I fatti di Roma sono invece antecedenti e risalgono al periodo che va da gennaio a maggio 2022. Parti offese due dipendenti dell’Aninsei, di cui Sepiacci era presidente, una delle quali si sarebbe licenziata proprio in seguito agli abusi che ha subito.

Le due presunte vittime di abusi nella capitale, sentite all’udienza che si è svolta lo scorso 26 ottobre presso il tribunale di piazzale Clodio. Sepiacci, come detto, stavolta è imputato nelle vesti di ex presidente dell’Aninsei (Associazione nazionale istituti non statali di istruzione e formazione – Confindustria), accusato di violenza sessuale continuata ed aggravata nei confronti di due giovani donne, all’epoca dei fatti dipendenti dell’ente associativo. 

L’udienza, protrattasi fino al tardo pomeriggio, si è focalizzata interamente sull’esame testimoniale delle due parti offese, costituitesi parti civili con il patrocinio degli avvocati Flavia Colavita e Gaetano Di Bartolo.

Le accuse riguardano due episodi distinti, avvenuti nel gennaio e nel maggio di tre anni fa. Secondo l’impianto accusatorio il modus operandi era però lo stesso: il manager “in più occasioni, con gesti repentini ed improvvisi, tali da impedire la pronta reazione” delle vittime, “le ha costrette a subite atti sessuali contro la loro volontà”.

Le due donne hanno ripercorso in aula i dettagli delle presunte condotte e continue prevaricazioni subite negli uffici dell’associazione. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, dei legali di parte civile, dell’avvocato difensore dell’imputato Domenico Di Tullio e dell’avvocato Alessandra Nava (legale della difesa del responsabile civile Aninsei-Confindustria, chiamata in causa a inizio dibattimento su istanza dell’avvocato Di Bartolo), le testi hanno descritto il clima e gli episodi oggetto del procedimento.

Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Maria Bonaventura, è intervenuto a più riprese nel corso della lunga deposizione ponendo domande a chiarimento sui singoli passaggi temporali e sulle modalità degli abusi contestati. Tra il pubblico presente in aula figuravano anche i vertici attuali dell’Aninsei.

La vicenda giudiziaria romana si innesta su un quadro penale già segnato da una prima importante pronuncia. Lo scorso aprile, infatti, il tribunale di Viterbo — presieduto dal giudice Francesco Oddi — si è pronunciato sul primo processo a carico di Sepiacci, condannando l’ex direttore ed ex docente dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” a 4 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di una sua ex studentessa. I giudici viterbesi hanno riconosciuto la piena attendibilità della giovane parte offesa, disponendo altresì l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni.

Il processo romano relativo ai fatti contestati in ambito Aninsei riprenderà ora il prossimo mese di  gennaio per proseguire l’istruttoria dibattimentale.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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