Viterbo – “Sulla scelta del direttore al museo civico, comportamento schizofrenico dell’amministrazione Frontini”. Giulio Marini (consigliere FI Udc Fondazione) è a dir poco spiazzato.
A palazzo dei Priori si va a caso. La mattina, secondo come ci si alza, in base a quale piede per primo tocca terra, se c’è il sole o piove, giorno pari o giorno dispari. “Sono rimasto sorpreso – afferma Marini – si dà un incarico per l’anno corrente e i prossimi due, tra l’altro con le elezioni nel 2027, quando invece per affidare San Pellegrino in fiore la stessa Frontini aveva proposto procedure solo per un anno”. Senza impegnare le prossime amministrazioni. Stranezze.
Antoniozzi, Frontini e Rocca
“L’altro giorno – continua Marini – abbiamo approvato l’adesione del comune alla fondazione per i 100 anni della provincia. C’è stato dibattito, io ho avanzato le mie proposte, poi si sceglie una manifestazione d’interesse pubblico”. Ovvero, un avviso per ricercare chi intende candidarsi. Poi la scelta fra una rosa di nomi.
“Se vogliamo, far parte della fondazione è cosa minima, un anno e non prevede compensi. Eppure si decide di pubblicare un avviso”. Per il museo, compenso totale, oneri inclusi pari a 52mila euro, invece: “Si opta per l’autocandidatura. Procedure partite tutte dallo stesso assessorato, oltretutto”.
Per ricercare il professionista chiamato a riprendere le redini del museo a piazza Crispi riaperto dal primo novembre, l’amministrazione Frontini ha optato inizialmente per trovarlo all’interno del comune. Una sola candidatura arrivata, qualificata ma non compatibile per alcune caratteristiche.
Quindi, come riporta la determina d’affidamento: “Dato atto che in data 21/10/2026 il professor Antonio Rocca, con nota prot. n. 120423 pervenuta a seguito della diffusione a mezzo stampa della volontà dell’amministrazione comunale di conferire la direzione scientifica e gestionale del museo civico di Viterbo, ha manifestato la propria disponibilità all’espletamento del predetto incarico, allegando alla propria istanza il relativo curriculum vitae”.
Ritenuto all’altezza. Persona nota e preparata. Infatti non è in discussione. “Non discuto la persona – precisa Marini – oltretutto nemmeno lo conosco, sono certo che sarà qualificato. Dico solo che in questo momento storico, l’avviso pubblico è essenziale”.
Invece, per fortuna Rocca legge i giornali locali e avrà saputo che il comune era senza un direttore di museo e si è proposto.
Autocandidatura. “Si viene a sapere la notizia e scrivi. Invece, il comune doveva informare, predisporre un avviso e chi voleva poteva proporsi. Poi si sceglie in base a quello che si ha. Non le autocandidature”.
Amara la riflessione. “Si vantano di rappresentare il nuovo, ma a me questo nuovo sembra peggio del vecchio”. E se qualcuno non è d’accordo, l’amministrazione può sempre aprirsi ad autocandidature, per trovare chi la pensa esattamente al contrario.
Giuseppe Ferlicca
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