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“Torre di Chia: la decisione del Tar non è una vittoria nel merito né la conclusione della vicenda giudiziaria”

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Gabriele Gallinari

Gabriele Gallinari

Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini

Soriano nel Cimino – “La vicenda giudiziaria della Torre di Chia non è conclusa e la decisione del Tar del Lazio del 5 novembre non rappresenta una vittoria nel merito per l’Università Agraria”. È quanto viene precisato in una nota di Change.org, diffusa dopo il provvedimento del tribunale amministrativo, che ha respinto l’istanza cautelare presentata nell’ambito della controversia.

“Non è una vittoria nel merito e non è la conclusione della vicenda giudiziaria della Torre di Chia. L’ordinanza del Tar del Lazio del 5 novembre ha respinto l’istanza cautelare non perché abbia accertato la fondatezza della tesi dell’Università Agraria, né perché abbia deciso a chi appartenga la Torre, ma perché ha ritenuto di non poter sospendere, attraverso l’atto regionale, gli effetti di una precedente sentenza del Commissario agli usi civici“, si legge nella nota.

Il comunicato richiama quindi le motivazioni del provvedimento: “È quanto emerge chiaramente dalla motivazione. Il Tar considera l’atto della regione un’esecuzione ‘dovuta e vincolata’ della pronuncia commissariale e afferma che le contestazioni avrebbero dovuto essere proposte davanti alla giurisdizione ordinaria, nelle sedi della Corte d’appello, della Cassazione o del giudice dell’esecuzione civile”.

Da qui la precisazione che non sarebbe corretto interpretare la decisione come una pronuncia definitiva sulla proprietà della Torre: “Non si può dunque trasformare una decisione cautelare fondata su una questione di giurisdizione in una pretesa vittoria definitiva sulla Torre di Chia. Il Tar non ha svolto alcun accertamento sul merito della proprietà, non ha dichiarato infondate le ragioni del proprietario e non ha posto fine al contenzioso“.

La nota evidenzia inoltre quello che definisce un problema nel percorso istituzionale della vicenda: “C’è inoltre un dato che rende la vicenda ancora più grave. Nell’atto regionale impugnato era indicata la possibilità di ricorrere al Tar; oggi lo stesso Tar chiarisce di non poter entrare nel merito della controversia, perché la questione appartiene alla giurisdizione ordinaria. Un altro corto circuito istituzionale le cui conseguenze non possono che ricadere sul proprietario e sulla tutela di un bene storico di straordinario valore“.

Intanto prosegue la mobilitazione pubblica per salvare la Torre di Chia. “La petizione lanciata su Change.org da Gabriele Gallinari per salvare la Torre di Chia ha raggiunto quasi 40.000 firme e continua a crescere”, riferisce il comunicato. Aumentano anche i personaggi pubblici che sostengono l’appello: “Aumenta anche il numero di personaggi pubblici che si schierano al fianco di Gabriele: ai tanti che già si erano fatti portavoce dell’appello, si è aggiunto anche Davide Marra, conosciuto come Mr. Marra, podcaster e streamer, che ha condiviso sui suoi social la petizione su Change.org”.

La nota ribadisce infine che la controversia proseguirà nelle sedi competenti e che il proprietario intende continuare a difendere le proprie ragioni: “La vicenda della Torre di Chia prosegue dunque nelle sedi della giurisdizione ordinaria. Il proprietario continuerà a difendere le proprie ragioni con tutti gli strumenti consentiti dall’ordinamento fino all’ultimo grado di giudizio. Le sentenze si rispettano. Ma vanno rispettate anche per ciò che realmente affermano, senza trasformare una pronuncia processuale in una vittoria che, nei fatti e nel diritto, non esiste”.


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