|
|
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Rendere conoscibile il lavoro degli uffici giudiziari, misurarne i risultati e ripensarne l’organizzazione a partire da come le attività si svolgono davvero.È questo il filo conduttore del convegno “Innovare la giustizia: dal bilancio sociale alla mappatura dei processi”,che si è svolto oggi all’università degli studi della Tuscia e ha riunito magistrati, dirigenti del ministero della giustizia, rappresentanti del consiglio d’Europa e docenti universitari attorno a un’esperienza che colloca il tribunale di Viterbo tra gli apripista in Italia.
Un’alleanza tra università e tribunale Ad aprire i lavori, coordinati dalla prof.ssa Rosa Ruggiero, sono stati i saluti istituzionali.Il presidente del tribunale di Viterbo, Francesco Oddi, ha ringraziato l’ateneo per la costante collaborazione su più progetti, mentre Anna Maria Pagliari ha richiamato l’attenzione sulla coesione e sulla sinergia che da anni caratterizzano il lavoro dell’ufficio e ne hanno reso possibili i risultati.Il procuratore della repubblica di Viterbo,Mario Palazzi, ha indicato come prossimo traguardo la redazione del bilancio sociale della procura: un segnale concreto di come il modello stia già estendendosi all’intero sistema giudiziario del territorio.
Il bilancio sociale: trasparenza e strumento di governo La seconda sessione ha approfondito il bilancio sociale come strumento di trasparenza e di valutazione dell’attività giudiziaria, fondato su indicatori che investono anche la dimensione organizzativa, come il numero dei magistrati e l’andamento dei procedimenti pendenti e da definire.Stefano Fapperdue, dell’università della Tuscia,ne ha illustrato la metodologia, i criteri e i principali risultati, evidenziandone gli aspetti innovativi.Di rilievo il riconoscimento giunto dal livello europeo:Federica Viapiana, della commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ) del consiglio d’Europa, ha sottolineato come il bilancio sociale si distingua dalla valutazione prevalentemente statistica della CEPEJ per l’attenzione alla dimensione umana e alle esperienze degli operatori, apprezzando in particolare l’uso dei focus group per arricchire i dati quantitativi con informazioni qualitative.Il prof.Fabio Monteduro, presidente dell’organismo indipendente di valutazione (OIV) del ministero della giustizia, ha evidenziato come lo strumento vada oltre il mero dovere di rendicontare l’uso delle risorse pubbliche, diventando un supporto alla governance degli uffici e un mezzo per creare valore pubblico, coinvolgendo gli stakeholder. Il documento viterbese, ha osservato, supera gli standard predefiniti in termini di qualità dei contenuti, struttura e impostazione grafica.
La novità:la mappatura dei processi del tribunale Il cuore innovativo della giornata è stato il progetto di mappatura dei processi del tribunale di Viterbo, presentato durante la sessione coordinata dal prof.Maurizio Benincasa. Alessandro Ruggieri ha ripercorso il cammino comune intrapreso assieme al tribunale e illustrato la metodologia, gli obiettivi e i primi risultati del progetto, che confluirà nella prossima edizione del bilancio sociale, mostrando i diagrammi di flusso con cui le diverse attività vengono rappresentate per orientare il miglioramento organizzativo.
Un lavoro destinato,secondo Ruggieri,a incidere sia sul clima interno sia sull’efficacia dei processi.Il dirigente del tribunale,Paolo Stavagna,si è soffermato sul nuovo ufficio per il processo,sulla situazione dei funzionari ex AUPP,oggi funzionari giudiziari,e sulla necessità di bilanciare il supporto alla giurisdizione con le esigenze amministrative,in un disegno unitario orientato al servizio giustizia,le cui due coordinate di riferimento siano organizzazione per processi e team integrati di lavoro; per questi ultimi ha sottolineato quanto sia cruciale proporsi quale obiettivo primario quello di facilitare il passaggio da semplici gruppi a vere proprie squadre,valorizzando dimensione collettiva e plurale del lavoro nel quadro di una moderna visione manageriale.
Rosa Patrizia Sinisi,vicecapo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero della giustizia,che segue il percorso viterbese da circa tre anni,ha proposto un confronto con le esperienze di Irlanda e Spagna e ha auspicato che la mappatura dei processi diventi una pratica ordinaria negli uffici giudiziari,anche per monitorare le attività trasversali dell’ufficio per il processo in vista delle sfide del piano strutturale di rilancio dell’efficienza. Ha riconosciuto al tribunale di Viterbo originalità nel concepire i propri progetti e capacità nell’assicurare a questi sostenibilità e proiezione verso il futuro,nell’ambito di un modello caratterizzabile come evoluzione della continuità.
Verso un modello nazionale A trarre le conclusioni è stata Maria Rosaria Covelli, presidente della corte d’appello di Napoli, che, in qualità di presidente del tribunale di Viterbo, aveva firmato, con l’allora rettore Ruggieri, la convenzione da cui il progetto ha preso avvio. Covelli ha definito il tribunale di Viterbo una realtà particolarmente virtuosa, grazie a una dirigenza lungimirante e a una collaborazione con l’università non comune nel panorama giudiziario.Ha indicato il bilancio sociale come buona prassi da consolidare e diffondere, perché contribuisce all’attuazione di principi costituzionali come la trasparenza e rafforza la coesione interna, e ha sottolineato la valenza scientifica e formativa della mappatura dei processi, capace di rappresentare provvedimenti, effetti e profili normativi in un ambito di estrema complessità, auspicandone l’utilizzo anche nella didattica universitaria.
La proposta conclusiva guarda all’intero paese :la creazione di una banca dati nazionale dei bilanci sociali presso il consiglio superiore della magistratura e il ministero della giustizia, con un modello omogeneo che ne consenta la comparabilità tra gli uffici ed il rafforzamento strutturale della collaborazione tra università e uffici giudiziari. Dalla giornata emerge dunque un doppio risultato:per Viterbo,la conferma di un percorso maturo che coinvolge tribunale,procura e ateneo; per il sistema di giustizia nazionale,un modello originale,con un bilancio sociale integrato dalla mappatura dei processi,che le istituzioni presenti hanno indicato come esperienza da replicare.
Tribunale di Viterbo

