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Per i 150 anni dell’unità d’Italia i principi Amedeo e Silvia dai bambini delle scuole

Parroncini: “A Ronciglione avanti Savoia”

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Giuseppe Parroncini

Riceviamo e pubblichiamo – Ancora oggi, avanti Savoia. Anacronistico? No, purtroppo. E hanno pure messo in mezzo i bambini. E’ successo pochi giorni fa a Ronciglione, dove “le LL.AA.RR. i Principi Amedeo e Silvia di Savoia, Duchi d’Aosta – si legge in un comunicato – sono stati invitati in visita ufficiale dal Comune in occasione delle celebrazioni del 150esimo della proclamazione del Regno d’Italia, salutati calorosamente dal sindaco Massimo Sangiorgi e dagli assessori Bigi, Durante e Lazzaroni, dal dirigente scolastico Danila Annesi, dalle autorità militari”.

Le foto dell’iniziativa, orgogliosamente pubblicate sul sito monarchia.it, valgono più di ogni commento. I bambini prima sono fatti accomodare ai lati come fossero due ali di folla per accogliere trionfalmente la parata dei Savoia, tutti con bandiera e coccarda tricolore, poi in posa per la foto ricordo.

In loro onore hanno dovuto pure recitare delle poesie. Pare però che il sindaco abbia dimenticato che i titoli nobiliari non sono riconosciuti dalla Costituzione, che riconosce invece l’uguaglianza e la pari dignità di tutti i cittadini e non consente che si mantengano privilegi legati al nome, alla nascita e alla famiglia di origine.

Qui non si discutono le persone ma l’opportunità dell’iniziativa per una ricorrenza così importante. I doveri di accoglienza e ospitalità sono sacri, ma il fatto che il sindaco con la fascia tricolore senta la necessità di accogliere in pompa magna e di rivolgersi a dei privati cittadini col titolo di “altezza reale” è davvero sconcertante.

Possibile non si sia trovato un modo migliore per festeggiare l’unità d’Italia? Possibile che a nessuno sia venuto in mente che la cerimonia è stata celebrata a ridosso della festa della Repubblica, scelta con un referendum dagli italiani proprio al posto della monarchia? Chissà se Sangiorgi e la Annesi, dirigente scolastica regista dell’evento, hanno spiegato ai bambini la formidabile capacità di fuga e il coraggio dei reali all’indomani dell’armistizio, quando lasciarono la loro “amata Italia” nella più totale confusione.

Per ristabilire l’ordine delle cose sul 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, vale la pena ricordare le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Quando l’assemblea costituente si riunisce a Roma e si mette all’opera per assolvere il suo mandato, essa ha dunque alle spalle precisamente il collasso dello Stato che era nato, nazionale e unitario, sotto l’egida della monarchia sabauda, per finire travolto dalla degenerazione totalitaria e dall’avventura di guerra del fascismo, avallata dalla monarchia.

Non a caso, lo Stato rinasce nella forma repubblicana, per volontà popolare, e si appresta a darsi un nuovo quadro di istituzioni, di principi e di regole per accogliere le istanze di liberta, di democrazia, di progresso civile e sociale, di degna e pacifica presenza nel mondo, di un’Italia che ha ritrovato la sua unità.

Un intervento, questo, certamente molto più “nobile”.

Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd


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9 giugno, 2011

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