![]() Alfio Pannega |
![]() Antonio Obino |
Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento alla vergognosa e macabra campagna elettorale, della lista elettorale Ego sum leo che vede a capo il già consigliere comunale al decoro urbano Antonio Obino.
Il consigliere Obino si dovrebbe vergognare, dopo la pubblicazione del suo programma elettorale, dove rivendica, il suo impegno per aver garantito il diritto alla casa di Alfio Pannega, amico e poeta della Viterbo migliore, compagno di lotta del Centro sociale occupato autogestito Valle Faul e sempre a fianco degli ultimi della città.
Casa che non gli è mai stata data e che l’ha visto morire in un angusto container, nella sua umile cameretta di due metri per due.
Nonostante ciò, il consigliere Obino, continua a farsi pubblicità e propaganda, usando nome e volto di Alfio nei suoi manifesti elettorali. Ricordiamo che negli ultimi periodi di vita, Alfio pubblicò il suo libro di poesie, Porca miseriaccia cane,(curato da Antonello Ricci, il Centro sociale Valle Faul ed edito dalla casa editrice Ghaleb) giudicato libro dell’anno dalla critica e scritto tra le campagne di Castel d’Asso e nel container, dove in quest’ultimo, sicuramente ha trovato ispirazione per il titolo, mentre qualcuno già si sfregava le mani per i suoi fini politici ed economici.
Poco prima della sua morte rifiutò la targa consegnatagli dal sindaco Giulio Marini, alla sala Regia del Comune, durante la celebre ed ultima lectio magistralis, dove Alfio oltre a incantare la platea tuonò contro il sindaco: E sta targa ndo’ l’appicco? Quanno me darete la casetta, allora la verro’ a ripijà, quindi mo tenghetela…, e tra gli applausi scroscianti, il sindaco si dileguava con la coda tra le gambe.
Il consigliere Antonio Obino, subito dopo il decesso, invece di rispettare la volontà di Alfio, quindi mettere la casetta prefabbricata al Centro sociale, che sarebbe stata usata comunque per emergenze abitative, pensò bene di donare i soldi raccolti dai cittadini, tramite il comune di Viterbo, alle associazioni scelte da lui stesso.
Per onore di cronaca, ci teniamo a precisare, che una di queste associazioni fu la Fattoria di Alice, che ha ritenuto di donare quei soldi al Centro sociale autogestito Valle Faul, per la lotta del diritto alla casa di Alfio e di tutti.
Ci chiediamo come si può pensare che il decoro urbano sia attaccare e staccare pecette, piuttosto che, installare panchine o nuovi cartelli stradali, piuttosto che, garantire a tutti una casa. E perché il consigliere visto l’interesse dimostrato, non ha continuato a garantire questo diritto per tutti? La nostra opinione è che si è occupato di Alfio solo per un suo tornaconto e una cinica strategia di marketing.
Con questo comunicato esigiamo le scuse pubbliche del consigliere Obino, per la memoria di Alfio ed il rispetto della città.
Lo invitiamo ancora una volta, a una vera e sentita azione di decoro, ritirarsi dalla vita politica.
Assemblea di gestione Valle Faul – Centro sociale autogestito
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